Ad Agrigento domenica e lunedì si voterà per il ballottaggio per l’elezione del sindaco, con gli elettori che dovranno scegliere tra Michele Sodano e Gerlando Dino Alonge.
Sodano, candidato di Controcorrente voluto da Ismaele La Vardera, è appoggiato da Pd, Avs, M5s, e Casa Riformista, ha sfiorato l’elezione al primo turno, quando ha ottenuto il 39,13% contro il 34,79% sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Grande Sicilia Unione di Centro e una lista civica.
Il centrodestra si è infatti diviso con Dc e Lega che hanno sostenuto l’ex deputato ed ex assessore regionale Luigi Gentile.
Una frattura che non si è ricomposta in vista del ballottaggio, e che il centrodestra potrebbe pagare cara non solo ad Agrigento, ma anche al livello regionale.
Al primo turno la coalizione che ha sostenuto Sodano ha ottenuto il 22,81% dei voti, mentre quella di Alonge ha ottenuto il 60,66%,
Michele Sodano ha quindi aggiunto ben il 16.32% ai voti della coalizione, mentre Dino Alonge ha ottenuto il 31.87% in meno.
A dare fuoco alle polveri, in vista del ballottaggio, è stato Ismaele La Vardera, il main sponsor di Sodano.
“++Massima diffusione. Allarme generale tutti convocati a Roma per impedire che Michele vinca ad Agrigento, pronti a far partire la macchina del fango++”.
Questo il titolo del post con il quale sottolinea la convocazione dei vertici nazionali del centrodestra dei segretari regionali che sostengono Schifani.
“La vittoria di Michele, hanno paura possa portare alla caduta del governo Schifani. Risultato? Tutti chiamati a rapporto a Roma dai massimi vertici del governo. Capite quanto fa paura la possibilità di dare un futuro diverso ad Agrigento? Fa talmente paura che stanno cercando in tutti i modi di trovare prove o spalare fango ad orologeria contro Michele Sodano, che non ha vinto al primo turno per soli 256 voti. Incontri nella notte, riunioni fiume: unico punto all’ordine de giorno: fermare Sodano e La Vardera”.
La Vardera parla di azioni per denigrare Sodano e lui stesso.
“Questo nervosismo denota l’estrema “paura” del voto libero, a questo dobbiamo rispondere con la forza delle urne. Chiamate i vostri amici, parenti, conoscenti di Agrigento raccontate loro che lì rischiamo di fare la storia. Il 7 e l’8 giugno votare Michele significa ridare ad Agrigento un sindaco libero, mandando un messaggio di rivoluzione democratica che arriva dritto a Palermo e a Roma.
Restiamo uniti.”
La risposta di Alonge non è tardata. Il candidato del centrodestra si rivolge direttamente a La Vardera.
“Ismaele La Vardera parla di ‘allarme generale, tutti riuniti a Roma!’ Addirittura.
La Nato non la mettiamo in mezzo? È da un mese che parli più del centrodestra che del tuo partito e ora parli di macchina del fango?
Un mese a darmi del pupo ricevendo insulti continui dai tuoi elettori e ora chiami l’Allarme generale, La Rivoluzione…
É da più di un mese che crei solo astio e non parli di altro.
Sai quale sarà la differenza?
Se la vostra coalizione vincerà le elezioni vi stringo la mano e vi auguro buon lavoro, a parti invertite verreste mai a stringermi la mano?
Prendi fiato e rilassati caro Ismaele”.
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