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Augusta | C’erano una volta 700 mila euro per le attività in sofferenza, ma la “Cura” non c’è più

15 Gennaio 2021 | by Redazione Webmarte
Augusta | C’erano una volta 700 mila euro per le attività in sofferenza, ma la “Cura” non c’è più
Politica
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Chiesto dagli uffici comunali l’annullamento della delibera inerente il “Cura Augusta 2.0”. Lo rende noto il capogruppo di “Nuovo patto per Augusta”, Giancarlo Triberio: “La cieca, ma mai muta, arroganza e la superficialità della maggioranza fa perdere irrimediabilmente i circa 700 mila euro che erano destinati alle attività economiche in difficoltà causa Covid”. Il presidente del Consiglio comunale, Marco Stella respinge le accuse al mittente:“l’arroganza la manifesta il consigliere Triberio per avere visibilità senza parlare del problema tecnico che non ha permesso di fare l’impegno di spesa.

I fondi destinati a dare ristoro alle attività danneggiate dal Covid non potranno più restare vincolati a tale scopo. Gli uffici hanno chiesto l’annullamento della delibera di Consiglio comunale con la quale, il 29 dicembre scorso, l’Aula ha approvato il regolamento “Cura Augusta” 2.0 che mirava a distribuire i circa 700 mila euro non elargiti col vecchio regolamento, approvato nei mesi scorsi e tramite il quale l’Amministrazione pentastellata aveva destinato contribuiti, per oltre un milione, di euro ricavati dalla rinegoziazione dei mutui. Di tale somma ne è stata assegnata solo circa il 30% perché il precedente bando prevedeva l’accesso al ristoro solo per determinate categorie e per gli esercenti con attività chiuse durante il lockdown. Il regolamento “Cura Augusta” 2.0 per la concessione di un contributo economico straordinario, di sostegno ad attività commerciali e artigianali, servizi di ristorazione, sale di acconciatori ed estetica, laboratori di fotografia, attività di servizi, enti del terzo settore, palestre e società sportive è stato approvato per dare ristoro a diverse categorie che, pur lavorando anche ai tempi del Covid, sono state danneggiate dall’emergenza sanitaria. Nei giorni immediatamente successivi all’approvazione gli uffici preposti si sono resi conto di non poter procedere con l’impegno di spesa entro il 31 dicembre (data entro la quale noi pensavamo si potessero chiudere le pratiche relative al vecchio bando). I problemi di natura tecnica che hanno impedito ciò sono scaturiti da integrazioni e modifiche, tutt’ora in corso alle istanze già presentate da chi ha chiesto il contributo sulla base del vecchio regolamento.

A rendere nota la richiesta di annullamento da parte degli uffici è stato il consigliere comunale di Articolo 1, che siede tra i banchi di opposizione, Giancarlo Triberio, capogruppo di “Nuovo patto per Augusta” insorgendo contro la maggioranza convinto  del fatto che: “Se avessero modificato il vecchio regolamento piuttosto che proporne uno nuovo, ciò non sarebbe accaduto”. “L’arroganza e la superficialità della maggioranza che sostiene il sindaco Di Mare fa perdere 700 mila euro alle attività economiche in sofferenza causa Covid 19.  Con la Sicilia zona arancione e le scuole chiuse causa l’incessante aumento dei contagi, finalmente, meglio tardi che mai, arriva l’ordinanza sindacale “anti assembramento” che, precauzionalmente, si era chiesta da tempo. Era necessario assumere una posizione chiara di contenimento e controllo al fine di non rendere vani i tanti sacrifici fatti dai cittadini e dalle attività commerciali, ma ora – sottolinea Triberio – oltre al danno causato dalla pandemia, la maggioranza consegna la beffa dei mancati aiuti tanto sbandierati. Primo atto del 2021, con richiesta (dell’11 gennaio 2021) del responsabile del VI settore, gli uffici comunali, propongono al consiglio comunale l’annullamento della delibera 86 del 29 dicembre 2020 riguardante, appunto, l’approvazione del controverso regolamento “Cura Augusta 2.0” per l’attribuzione di contributi alle attività economiche cittadine in difficoltà causa Covid 19. Durante quel Consiglio, come minoranza, e come già da me alla stampa dichiarato, avevamo ripetutamente chiesto di essere ascoltati presentando sia la pregiudiziale che emendamenti volti ad aggiustare il tiro di un atto “pensato male e scritto ancora peggio” al fine di evitare quello che purtroppo adesso si sta concretizzando.  Il primo vero atto amministrativo dell’amministrazione Di Mare, voluto da una maggioranza costruitasi artificiosamente post voto, è risultato essere il votarsi e l’approvarsi presuntuosamente, senza ascoltare la minoranza, un regolamento inattuabile che farà perdere i circa 700 mila euro, che in questo momento di crisi erano necessari e che erano destinati alle attività del nostro territorio, e che confidavano in un concreto sostegno.  Il confronto, tanto ostentato, ma mai attuato, poteva evitare questo scempio, peccato che la maggioranza, volendo rimanere tale debba continuare a dare il contentino ai suoi diversi componenti anche a discapito delle reali necessità della nostra città e dei suoi cittadini.  Le luminarie natalizie – conclude Triberio – cominciano a spegnersi”.

La volontà della maggioranza, come evidenziato dal presidente del Consiglio comunale, Marco Stella era quella di elargire il contributo ad una fascia quanto più ampia della popolazione. Ciò affinché venissero utilizzati quei fondi non impiegati, perché a fronte di un milione di euro ne sono stati destinati poco più di 300 perché le richieste sono state solo 157, in quanto molte attività sono state escluse dal precedente bando indetto dalla passata amministrazione con relativo regolamento. “Una scelta politica per aiutare tutte le categorie, anche quelle che hanno continuato a lavorare durante il lockdown, ma che sono state, comunque, danneggiate dalla pandemia. Il nostro intento – dice Stella – non è andato a buon fine, per un problema tecnico, ma la volontà di elargire contribuiti nel prossimo futuro resta.  L’atto va ritirato come suggeriscono gli uffici perché potrebbe creare danni all’Ente e responsabilità per il Consiglio comunale. Nella rimodulazione degli avanzi di bilancio verificheremo la possibilità di utilizzare somme disponibili per assegnare nuovi aiuti. L’ arroganza e la presunzione – conclude Stella – le manifesta il consigliere Triberio con le sue dichiarazioni che non fanno alcun riferimento al problema di natura tecnica, ma che parlano di ordinanza tardiva e di luminarie solo per scagliarsi contro l’amministrazione e la maggioranza ed avere visibilità

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