Partiranno in estate i lavori per la realizzazione del depuratore di Augusta, l’opera infrastrutturale più attesa dalla città e considerata la “madre di tutte le opere” per il risanamento ambientale del territorio. Il cronoprogramma prevede circa 560 giorni lavorativi per il completamento dell’impianto, tempi che consentono di ipotizzare la piena funzionalità del sistema prima del 2030 e, quindi, un mare finalmente depurato.
L’intervento rappresenta una risposta concreta a una delle più gravi carenze infrastrutturali del territorio, che da decenni attende un sistema moderno ed efficiente per il trattamento delle acque reflue. Il progetto complessivo supera i 69 milioni di euro ed è interamente finanziato con fondi Cipe e Fsc 2021-2027.
Il nuovo impianto sorgerà in contrada Punta Cugno e sarà collegato a una rete di raccolta dei reflui dotata di moderne tecnologie di estrazione e pompaggio, progettate per evitare emissioni odorigene e garantire un trattamento efficiente delle acque nere. La stazione di pompaggio principale, denominata P0, sarà realizzata all’ingresso della città.
Il sistema di depurazione servirà gli agglomerati di Augusta Isola, Borgata, Monte e Brucoli, migliorando in maniera significativa la gestione delle acque reflue e la qualità ambientale del territorio.
Per la zona di Agnone Bagni è invece previsto un progetto separato e successivo. Proprio su questo punto il sindaco ha voluto rassicurare gli abitanti della frazione, sottolineando che Agnone Bagni non è stata dimenticata e che esistono prospettive concrete per interventi futuri.
A fare il punto sull’avvio dell’opera è stata una conferenza stampa, che si è svolta stamattina a Palazzo di Città, alla presenza del commissario straordinario per la depurazione Fabio Fatuzzo, del sindaco Giuseppe Di Mare, del Rup Carmelo Bramato, della giunta comunale, consiglieri, candidati e cittadini. All’incontro ha partecipato anche il deputato Luca Cannata, che insieme ai colleghi dell’area di governo ha lavorato per garantire le risorse necessarie alla realizzazione dell’intero progetto.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato che il Tribunale amministrativo regionale di Catania ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Aretusacque spa e Acea Siracusa srl contro il bando di gara pubblicato dalla Sogesid spa per conto del commissario straordinario unico. Le due società sostenevano che l’opera rientrasse tra quelle affidate al gestore del servizio idrico integrato della provincia.
Il Tar ha invece accolto le tesi sostenute dai legali del commissario e del Comune di Augusta, stabilendo che gli interventi previsti dal bando non rientrano tra quelli affidati al consorzio di imprese. La decisione ha quindi confermato la piena legittimità dell’azione commissariale.
“Il nostro unico interesse – ha dichiarato il sindaco Di Mare – è che il depuratore si faccia e si faccia il prima possibile. Oggi possiamo dire che Augusta riavrà il suo mare e la dignità ambientale che merita”.
Sulla stessa linea il commissario straordinario Fabio Fatuzzo, che ha sottolineato come la decisione dei giudici amministrativi confermi la correttezza dell’azione intrapresa e permetta di procedere con determinazione verso la realizzazione di un’opera essenziale per la tutela ambientale e per il miglioramento dei servizi.
In particolare è stato evidenziato che, grazie al ribasso d’asta, sono stati risparmiati circa 13 mila euro. Il commissario Fabio Fatuzzo ha spiegato di voler sottoporre la questione al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, per verificare la possibilità di destinare queste risorse ad interventi legati alla zona di Agnone Bagni.
Proprio in questo contesto Fatuzzo ha osservato che il ministro è in questi giorni impegnato nella campagna referendaria sulla riforma della giustizia, aggiungendo che – a suo avviso – al referendum bisogna votare Sì.
La costruzione del depuratore rappresenta un passaggio decisivo anche per la chiusura della procedura d’infrazione europea aperta contro l’Italia per l’assenza di un adeguato sistema di trattamento delle acque reflue ad Augusta.
Per la città, l’avvio dei lavori non è soltanto un passaggio tecnico o amministrativo, ma l’inizio di una nuova fase: la fine di un’attesa lunga decenni e il primo passo verso il recupero ambientale del mare e del territorio.
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