«Augusta non può diventare una discarica». È da questa frase di Salvatore Pancari, candidato sindaco alle ultime amministrative, che riparte la mobilitazione contro il progetto di una discarica destinata a rifiuti speciali e pericolosi nel territorio comunale.
A quasi due mesi dalla consegna della petizione popolare sottoscritta da 942 cittadini, i promotori denunciano infatti di non aver ricevuto alcuna risposta ufficiale dall’Amministrazione comunale.
La questione è stata rilanciata ieri nel corso della conferenza stampa organizzata a Palazzo San Biagio, alla quale hanno partecipato i promotori dell’iniziativa e rappresentanti del mondo associativo e della stampa.
Un incontro convocato per fare il punto sull’iter della petizione e, soprattutto, per annunciare nuove iniziative di mobilitazione.
Tra queste, è stata annunciata una grande manifestazione per la fine di ottobre, che dovrebbe allargare il fronte della protesta anche alle altre questioni ambientali del territorio.
Tra le ipotesi avanzate anche quella di un sit-in, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, associazioni e realtà che intendano partecipare alla mobilitazione.
La petizione era stata depositata il 3 agosto e sottoscritta da 942 cittadini, oltre ai sei promotori: Giovanni Ranno, Sonia Patania, Salvatore Pancari, Roberta Suppo, Uccio Blanco e Diego Sindonio.
Al centro dell’iniziativa la richiesta al Comune di esprimere formalmente la propria contrarietà alla realizzazione della discarica, di adottare iniziative istituzionali, amministrative e legali a tutela dell’ambiente e della salute pubblica e di rendere pubblici gli atti, gli studi e le valutazioni tecniche relativi al progetto.
Ad aprire la conferenza è stato Salvo Pancari, candidato sindaco alle scorse amministrative che ha posto l’accento sul significato politico e civile della mobilitazione.
«Qui si parla del futuro di Augusta. Augusta è una magnifica città che non ha assolutamente bisogno di avere una fama da discarica», ha affermato, ricordando il percorso iniziato con la raccolta delle firme.
Pancari ha sottolineato come le 942 sottoscrizioni siano state raccolte «con un caldo bestiale», evidenziando la partecipazione e la preoccupazione manifestata da molti cittadini.
«Continueremo la raccolta firme perché tutti devono pensare che qui ad Augusta c’è un’opposizione», ha aggiunto, contestando l’assenza di una voce alternativa all’interno del Consiglio comunale.
Secondo Pancari, infatti, «decisioni importantissime sul futuro di Augusta vengono prese nel giro di 10-15 minuti senza nessun tipo di dibattito». Da qui la volontà di continuare la mobilitazione anche al di fuori delle istituzioni.
Tra le richieste contenute nella petizione, Pancari ha ricordato quella rivolta al Comune affinché esprima formalmente la propria contrarietà alla discarica, attivi iniziative per tutelare ambiente e salute pubblica e si rivolga anche alla Regione per intervenire sull’iter del procedimento.
«Tutti dobbiamo sapere cosa si sta facendo all’interno del nostro territorio», ha ribadito.
A intervenire successivamente è stato Giovanni Ranno, segretario di AVS – Sinistra Italiana e tra i promotori della petizione, che ha inquadrato la mobilitazione anche alla luce dell’esito delle ultime elezioni amministrative.
Ranno ha ricordato che, nonostante i voti ottenuti dal candidato sindaco Pancari, l’attuale composizione del Consiglio comunale non vede rappresentanti della coalizione di opposizione.
«La nostra intenzione è continuare cercando di garantire a questa città quel minimo di opposizione che gli strumenti di legge ci consentono, anche al di fuori del Consiglio comunale», ha spiegato.
Gli strumenti indicati sono petizioni, manifestazioni, osservazioni, proposte, segnalazioni, istanze e iniziative pubbliche. «Insieme con gli amici del Movimento 5 Stelle stiamo andando avanti – ha aggiunto – ma il nostro percorso è aperto a tutti quelli che si vorranno unire effettivamente in questa battaglia».
Ranno ha quindi richiamato i 942 cittadini che hanno sottoscritto la petizione, spiegando che la raccolta potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane.
Nel suo intervento ha inoltre posto l’attenzione su alcune delle questioni tecniche e amministrative sollevate dai promotori, richiamando il parere espresso dall’ex Consorzio Asi di sviluppo industriale sul progetto e le problematiche relative alla destinazione urbanistica dell’area.
Ha quindi collegato il tema della discarica alla questione più generale delle bonifiche nel territorio industriale.
«Da un lato ci vantiamo che abbiamo fondi per le bonifiche e poi diamo l’autorizzazione per fare nuove discariche. Io ci trovo una contraddizione», ha affermato.
Ranno ha infine annunciato la prossima mobilitazione: «È nostra intenzione organizzare una grande manifestazione probabilmente per la fine di ottobre». Una manifestazione che, nelle intenzioni dei promotori, non dovrebbe riguardare esclusivamente il progetto della discarica, ma allargarsi alla qualità dell’aria, all’Ecomat e alle altre problematiche ambientali del territorio.
Molto dura anche la posizione di Roberta Suppo, candidata al Consiglio comunale, già consigliere e assessore del M5S e tra le firmatarie della petizione, che ha rivendicato il carattere civico dell’iniziativa.
«Oggi non mi presento neanche come Movimento 5 Stelle. Oggi sono Roberta Suppo, cittadina di Augusta, firmataria di una petizione che mette per iscritto dei dubbi in merito a un impianto di rifiuti speciali e pericolosi a meno di tre chilometri dal centro abitato», ha detto.
Suppo ha ricordato che, secondo quanto sostenuto dai promotori, diverse osservazioni già sollevate in precedenza da associazioni ambientaliste nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale non avrebbero trovato, a loro giudizio, risposte sufficienti.
Al centro del suo intervento anche il mancato riscontro alla petizione e la scadenza dei termini previsti dallo Statuto comunale.
«Non abbiamo chiesto la luna – ha affermato – abbiamo chiesto di sederci, parlare e vedere se i dubbi sollevati sono veramente risolti».
Suppo ha inoltre posto una domanda sulla provenienza futura dei rifiuti destinati all’impianto, chiedendo chiarimenti sulla possibilità che la discarica possa ricevere rifiuti anche da soggetti diversi da quelli indicati inizialmente.
Sulla questione è intervenuto anche Uccio Blanco, ex consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha concentrato il proprio intervento sulle prescrizioni contenute nel parere favorevole espresso dal Comune.
Blanco ha parlato di «contraddizioni» a partire dalla distanza dell’impianto dal centro abitato, sostenendo che nel provvedimento comunale sarebbe stata indicata una distanza minima di tre chilometri mentre, secondo i suoi calcoli, il sito si troverebbe a circa 2.400 metri dalle prime abitazioni.
Un altro punto sollevato riguarda la limitazione dei rifiuti destinati alla discarica. Secondo Blanco, il vincolo riferito ai rifiuti prodotti dall’impianto vicino potrebbe non essere sufficiente a escludere altri conferimenti.
L’ex consigliere ha inoltre richiamato alcune vicende relative alla pubblicazione degli atti e alla partecipazione dell’Amministrazione alle procedure autorizzative, chiedendo maggiore trasparenza sull’intero procedimento.
Tra i promotori della petizione c’è anche Diego Sindonio, referente del Gruppo Movimento 5 Stelle Augusta insieme a Sonia Patania, che hanno condiviso il percorso di raccolta delle firme e la richiesta di un confronto pubblico con l’Amministrazione.
Sindonio ha ribadito le contraddizioni dell’iter che ha portato all’approvazione del progetto e il fatto che siano state ignorate le istanze di cittadini che sollecitano risposte.
Il tema posto al centro dell’iniziativa è quello della partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano il territorio, con la richiesta che le istituzioni forniscano informazioni chiare sul progetto, sull’iter amministrativo e sulle ricadute ambientali.
Uno dei punti sui quali tutti i promotori hanno insistito riguarda infine lo Statuto comunale.
Ranno ha ricordato che l’articolo 59 disciplina istanze, petizioni e proposte dei cittadini e prevede che il sindaco comunichi agli interessati gli esiti dell’istruttoria entro 30 giorni, con la possibilità di un ulteriore termine di 10 giorni per le determinazioni conclusive.
I promotori sostengono quindi che, a fronte del deposito del 3 agosto, sia ormai trascorso il termine previsto senza che sia arrivata una risposta ufficiale.
Nessuna risposta, secondo quanto riferito durante la conferenza, sarebbe arrivata neppure al successivo sollecito rivolto al presidente del Consiglio comunale e ai consiglieri, con la richiesta di portare la questione all’attenzione dell’aula.
Il sindaco e gli amministratori erano stati invitati alla conferenza stampa, ma non hanno partecipato all’incontro.
Ora i promotori annunciano una nuova fase della mobilitazione. La raccolta firme potrebbe proseguire, anche online mentre per la fine di ottobre è stata preannunciata una manifestazione pubblica, con l’ipotesi di un sit-in, come proposto da Seby Zappulla, segretario provinciale di AVS, e con un fronte che punta a riunire cittadini, associazioni e realtà impegnate sui temi ambientali.
La richiesta resta quella di un confronto pubblico e di risposte sull’iter della discarica. Una questione che, per i promotori, non riguarda soltanto il destino dell’impianto, ma il modello di sviluppo e le scelte future di Augusta.
Tra gli interventi anche quello di Enzo Parisi, rappresentante di Legambiente e sempre in prima linea nella tutela della salute del territorio il quale ha ribadito la pericolosità dell’impianto destinato a sorgere in contrada Marcellino che non giova a nessuno ma è utile solo a fare risparmiare chi produce i rifiuti nello smaltimento degli stessi.
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