Dopo oltre 36 anni di chiusura, la chiesa di Gesù Redentore, situata all’interno del cimitero comunale, è tornata ad essere accessibile ai fedeli.
Un momento significativo per la comunità cittadina, che ha ritrovato così un luogo di culto e di preghiera nel quale raccogliersi in memoria dei propri cari defunti.
La riapertura è stata ufficializzata ieri mattina, con la benedizione impartita da monsignor Francesco Lomanto, arcivescovo metropolita di Siracusa, che ha restituito alla comunità uno spazio sacro rimasto inaccessibile per più di tre decenni.
A ricordare le vicende storiche della chiesa e il lungo periodo di chiusura era stato l’assessore alla Cultura e vicesindaco Pino Carrabino.
La storia dell’inagibilità dell’edificio risale al 1990: nel mese di novembre morì don Giuseppe Tringali, ultimo cappellano della chiesa, mentre appena un mese dopo, il 13 dicembre, il terremoto di Santa Lucia provocò danni tali da rendere la struttura inagibile, determinandone la chiusura al culto.
Da allora sono trascorsi oltre 36 anni, durante i quali la chiesa non ha più potuto svolgere la propria funzione religiosa.
Negli anni, anche le celebrazioni in occasione della ricorrenza dei defunti hanno dovuto adattarsi all’indisponibilità dell’edificio.
Le funzioni dell’1 e del 2 novembre si sono infatti svolte all’aperto, davanti alla struttura, oppure attraverso processioni lungo i viali del camposanto.
Il percorso che ha portato alla riapertura è stato accompagnato da interventi di recupero e da attività amministrative finalizzate alla restituzione dell’edificio alla collettività.
I lavori, documentati anche dal sindaco Giuseppe Di Mare, hanno rappresentato un passaggio fondamentale per consentire il recupero e la piena fruibilità della chiesa.
La riapertura assume un significato particolare anche per la sua coincidenza con l’avvicinarsi delle giornate dedicate alla commemorazione dei defunti.
Da oggi, i cittadini potranno nuovamente disporre di un luogo sacro all’interno del cimitero, dove trovare raccoglimento e conforto spirituale, partecipare alla preghiera e dedicare un momento di raccoglimento ai propri cari.
Non si tratta soltanto della riapertura di un edificio religioso, ma della restituzione alla città di un luogo legato alla sua storia, alla memoria collettiva e alla tradizione.
Dopo oltre tre decenni, la chiesa di Gesù Redentore torna così a svolgere la propria missione: essere un punto di riferimento spirituale per quanti desiderano vivere la preghiera accanto ai propri defunti.
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