Prenderà il via martedì 1° settembre la rassegna “D’Astorga in Jazz”, giunta alla sua seconda edizione. I concerti prenderanno il via a partire dalle ore 21.00 in piazza D’Astorga.
La rassegna, fin dal suo debutto, ha sempre avuto un’identità precisa: non una semplice sequenza di concerti, ma un percorso coerente in cui ogni appuntamento racconta una sfumatura diversa del jazz contemporaneo.
La rassegna, patrocinata dal Comune di Augusta- assessorato alla cultura, sport e promozione del territorio, nasce da un’idea di Demetrio Morello e sarà presentata da Mauro Italia.
Alla direzione artistica c’è, anche quest’anno, Filippo Dipietro, musicista con alle spalle quasi quarant’anni di carriera professionale vissuta “dal di dentro”.
”Non credo di essere arrivato alla direzione artistica allontanandomi dal mestiere di musicista. Credo di esserci arrivato proprio attraverso il mestiere di musicista”, racconta Dipietro. “Quando parlo con un artista conosco il palco dall’altra parte: conosco le esigenze, le difficoltà e quella particolare responsabilità che si avverte pochi istanti prima di iniziare a suonare.”
Il cartellone 2026 riflette pienamente questa filosofia, puntando sulla qualità e sulla personalità dei progetti piuttosto che sulla sola notorietà dei nomi. “Nessuno di questi artisti si limita semplicemente a eseguire jazz; ciascuno prova a raccontarlo attraverso la propria sensibilità e il proprio vissuto”, spiega il direttore artistico.
“Dopo quasi quarant’anni di attività professionale nel jazz, vissuti soprattutto sui palchi e a contatto diretto con tantissimi musicisti, ho maturato una convinzione: il valore di una rassegna non si misura soltanto dalla notorietà dei nomi in cartellone. Conta la qualità dei progetti, la personalità degli artisti e, soprattutto, la capacità di proporre musica che abbia qualcosa da raccontare”.
“Nella scelta degli artisti, non cerco una relazione diretta con le composizioni di D’Astorga. Cerco piuttosto progetti che abbiano identità, ricerca e qualcosa di autentico da raccontare. È il filo che unisce anche le quattro proposte di questa edizione, pur essendo musicalmente molto diverse tra loro”.
I quattro concerti si terranno martedì 1° settembre, giovedì 10 settembre, mercoledì 16 settembre e venerdì 25 settembre con il Galà d’Astorga che chiuderà la manifestazione.
Il nome della rassegna non nasce per caso: “Il riferimento a D’Astorga ha un significato più ampio”, sottolinea Dipietro.
“È un omaggio a un compositore legato alla storia della città, ma è anche un modo per mettere in relazione memoria, territorio e musica contemporanea. Il jazz ci insegna che rispettare la tradizione non significa riprodurla, ma conoscere ciò che è venuto prima per costruire qualcosa di nuovo. La memoria rimane viva quando diventa un punto di partenza, non un punto di arrivo.”
”Uno degli aspetti più sorprendenti della prima edizione è arrivato proprio dagli spettatori. “La rassegna si svolge interamente in una piazza, a ingresso libero, sfatando il mito secondo cui per avvicinare il grande pubblico sia necessario abbassare l’asticella della complessità”.
“La prima edizione ci ha dimostrato esattamente il contrario: quando offri qualità, il pubblico risponde con qualità”, afferma con soddisfazione.
“Abbiamo incontrato un pubblico attento, silenzioso nei momenti di concentrazione e rispettoso. Non c’erano solo presenze locali, ma persone arrivate da tutta la provincia di Siracusa e da fuori. Durante i concerti, Piazza D’Astorga si trasforma in un grande teatro all’aperto: per questo considero il pubblico non un semplice destinatario, ma una parte essenziale della nostra identità.”
“D’Astorga in Jazz è in una piazza ed è a ingresso libero. Significa portare una proposta musicale di qualità fuori dai luoghi riservati agli addetti ai lavori e metterla a disposizione della città. Mi piace pensare che accanto all’appassionato di jazz possa sedersi anche qualcuno che non ha mai ascoltato un concerto di questo genere e che, magari proprio quella sera, possa scoprire qualcosa di nuovo”.
“Questa, per me, è la vera ambizione dell’edizione 2026: non soltanto organizzare dei concerti, ma contribuire a creare pubblico, curiosità e cultura dell’ascolto.”
Le ambizioni per il futuro di D’Astorga in Jazz sono chiare: l’obiettivo a medio termine è fare il salto di qualità definitivo, trasformando la rassegna in un vero e proprio festival di riferimento per la Sicilia.
Questo percorso passa attraverso la valorizzazione dei migliori talenti siciliani che dialogano con i massimi livelli internazionali, introducendo progressivamente “super ospiti” capaci di attrarre pubblico da fuori regione.
Allo stesso tempo, l’intenzione è quella di creare un luogo in cui il jazz non si ascolti soltanto, ma si studi e si viva attraverso sezioni parallele di workshop, incontri e masterclass con i musicisti in cartellone, facendo interagire i giovani talenti con i grandi artisti.
“Vorrei che un giorno, quando si parla di jazz in Sicilia, fosse naturale parlare anche di Augusta”, conclude Dipietro. “E vorrei che D’Astorga in Jazz diventasse uno dei motivi per venire qui: per ascoltare, studiare, confrontarsi e vivere la musica.”
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