Manca ancora l’ufficialità ma fonti ben informate danno per certa la candidatura di Cettina Di Pietro alle elezioni amministrative di maggio ad Augusta.
L’ex sindaca sarebbe candidata nella lista del Movimento 5 stelle e correrebbe per un seggio da consigliere a Palazzo San Biagio.
La notizia ha colto di sorpresa anche persone a lei vicine, che la consideravano ormai fuori dalla competizione politica.
La Di Pietro è stata sindaca di Augusta dal 2015 al 2020.
Nel 2015 era stata eletta vincendo il ballottaggio contro Nicky Paci, con il 75% dei consensi, 13.496 voti, quasi il triplo di quelli ottenuti al primo turno, quando aveva raccolto 5.246 voti contro i 4.237 del rivale.
In quell’occasione la sua elezione fruttò al Movimento 5 stelle una maggioranza di 18 seggi sugli allora 30 di cui era composto il Consiglio comunale.
Le cose andarono diversamente cinque anni dopo, quando mancò la rielezione arrivando solo quarta, dopo Gulino, Di Mare e Carrubba, con 3.436 voti, il 17,60%, rimanendo così fuori dal ballottaggio.
Cettina Di Pietro è stata anche candidata alle elezioni politiche del 2022 per la Camera dei deputati nel Collegio uninominale di Siracusa, quando ottenne 52.767 voti, pari al 33,43%, che gli valsero la seconda posizione, dopo Luca Cannata del centrodestra che ottenne 62.168 voti, pari al 39,39%.
Dopo quella tornata elettorale la Di Pietro si era di fatto ritirata dalla scena politica.
La sua presenza all’incontro pubblico “Un Futuro Sostenibile”, a novembre scorso, una sorta di convention del centrosinistra, quando sollecitata dagli organizzatori era pure intervenuta, aveva rotto il silenzio.
L’altra uscita pubblica a febbraio, quando era stata notata in platea durante la presentazione del candidato sindaco del centrosinistra Salvo Pancari.
Ora le voci sulla sua candidatura che di fatto rafforzerebbe la lista del Movimento 5 stelle, ma che rischierebbe di riaprire ferite con una parte dell’elettorato del Partito democratico, con cui fu in forte contrasto nel periodo della sua sindacatura.
Ricordiamo che l’elezione nel 2015 si svolse dopo il periodo di commissariamento seguito allo scioglimento del comune per il rischio di infiltrazioni mafiose.
In quel periodo il comune era retto da una giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Pd Massimo Carrubba e il partito democratico era rappresentato nella giunta da tre assessori.
Il Movimento 5 stelle impostò allora la battaglia sul tema della legalità e della lotta alla mafia e al malaffare, usando toni molto accesi contro l’amministrazione Carrubba.
Come si concluse quella storia triste per la città è noto.
Non fu mai dimostrato nessun condizionamento della vita amministrativa da parte delle criminalità organizzata e il sindaco Carrubba fu assolto con il massimo della formula liberatoria da ogni accusa, dopo un calvario giudiziario durato sette lunghi anni.
Una pagina nera della vita pubblica augustana che si intreccia con la vicenda di quello che è passato alla storia come il ‘Sistema Siracusa’, una vicenda giudiziaria dalla quale emersero condizionamenti di alcuni magistrati della Procura della Repubblica della città aretusea, che portarono a processi e sentenze di condanna.
Dopo quei fatti, una vera e propria fase di riconciliazione non c’è mai stata, e molte ferite in città rimangono ancora aperte.
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