Un autotrasportatore di Gela, in provincia di Caltanissetta, è morto ieri mentre stava lavorando all’interno di un’azienda di smaltimento reflui della zona industriale.
Il cinquantatreenne Giuseppe Biundo sarebbe caduto dal tetto dell’autocisterna probabilmente mentre stava effettuando le manovre di scarico.
Aperta un’inchiesta dalla Procura di Siracusa per accertare l’esatta dinamica del grave incidente sul lavoro, “una ferita aperta che si aggiunge all’intollerabile scia di sangue siciliana, dopo le due vittime registrate ieri a San Vito Lo Capo” per la Uil Siracusa che esprime profondo cordoglio ai familiari, ma al dolore unisce una ferma, durissima denuncia.
“Questa non è fatalità, è il risultato di un sistema che continua a fallire. Non possiamo più accettare che la sicurezza sul lavoro sia considerata un costo o un accessorio, – dice il sindacato rappresentato a Siracusa dalla segretaria provinciale Ninetta Siragusa.
La cultura della sicurezza nel nostro paese è ancora tragicamente carente. Troppe volte, il lavoratore è costretto a scegliere tra la propria incolumità e la conservazione del posto di lavoro, in un contesto dominato dalla precarietà e dalla scarsità di occupazione. Questo ricatto silenzioso, che costringe chi lavora a ignorare i rischi pur di garantire il pane quotidiano, è inaccettabile.”
La Uil Siracusa non chiede più solo appelli, ma esige un cambio di passo radicale:
responsabilità degli attori della prevenzione: è necessario che tutti i soggetti istituzionali e datoriali preposti alla prevenzione smettano di delegare e si assumano le proprie responsabilità con azioni concrete, monitorando costantemente il rispetto delle norme;
controlli e ispezioni: Servono ispezioni capillari, rigorose e frequenti in ogni cantiere e sito produttivo. La sicurezza non deve essere oggetto di autocertificazioni, ma di verifiche reali e severe;
formazione: La prevenzione si costruisce attraverso una formazione continua e di qualità, che metta al centro la vita del lavoratore, non solo il rispetto burocratico delle norme;
intervento normativo: In linea con la campagna nazionale “Zero morti sul lavoro” guidata dal segretario generale nazionale Pierpaolo Bombardieri, la Uil ribadisce l’urgenza di un intervento legislativo che istituisca il reato di omicidio sul lavoro.
È fondamentale che chi non garantisce le condizioni di sicurezza debba rispondere penalmente di fronte a una perdita irreparabile.
“La sicurezza deve tornare a essere il diritto fondamentale di ogni lavoratore. Non ci fermeremo finché il profitto o la fretta continueranno a costare vite umane. Chiediamo giustizia per le vittime e un impegno solenne da parte di tutta la politica e del sistema produttivo affinché queste tragedie smettano di essere l’ordinaria amministrazione di un paese che ha dimenticato il valore della vita umana,” – conclude la nota.
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