Dopo anni di polemiche, ricorsi e sentenze favorevoli al Comune, nascerà ad Augusta il nuovo McDonald’s.
L’opera dovrebbe essere realizzata in un terreno di proprietà di privati lungo il lato nord di via Aldo Moro, all’altezza dell’incrocio con via Generale Dalla Chiesa,
Il progetto prevede anche la realizzazione di una rotatoria pubblica in corrispondenza dello stesso incrocio.
La Giunta comunale ha approvato il mese scorso lo schema di convenzione urbanistica tra il Comune di Augusta e la società C.G.R. Costruzioni S.r.l., finalizzato al rilascio di un Permesso di costruire convenzionato “per la realizzazione di un locale di interesse collettivo adibito a ristorazione e della nuova rotatoria pubblica su via Aldo Moro”.
La stipula della convenzione è necessaria dal momento che l’area interessata all’insediamento ricade, secondo il Piano regolatore vigente “Marcon”, in zona classificata “F – Attrezzature ed Impianti di interesse generale”, destinazione urbanistica che ammette interventi coerenti con finalità pubblicistiche e di servizio alla collettività, anche mediante iniziativa privata regolamentata;
La società “McDonald’s Development Italy LLC” aveva ottenuto circa cinque anni fa l’autorizzazione a realizzare una struttura destinata ad attività di ristorante e bar con annesso servizio Drive oltre alle opere ed attrezzature connesse di interesse pubblico.
L’opera avrebbe dovuto essere realizzata su un’area di proprietà del comune, adiacente al Palajonio, della superficie di 6.280 mq, anche quella in una zona F del Prg, che il comune avrebbe ceduto alla multinazionale del fast food in concessione per trent’anni, in cambio di un canone annuo di 45.000 euro oltre l’Iva al 22%.
Prima il Tar e poi il Cga avevano respinto il ricorso presentato dalle associazioni Natura Sicula e da Legambiente, dichiarandolo inammissibile per difetto di legittimazione.
Per i due organi di giustizia amministrativa, le associazioni ambientaliste non avevano titolo né interesse legittimo a ricorrere contro un provvedimento di natura urbanistica che non riguarda la tutela del verde o parchi.
Ma nonostante la sentenza finale favorevole, l’azienda non ha mai proseguito l’iter per la realizzazione del punto di ristorazione.
Secondo voci, che non hanno però mai trovato conferma ufficiale, le perplessità dell’azienda sarebbe state legate alla natura del terreno sottostante.
La possibile presenza di ceneri di pirite avrebbe sconsigliato la realizzazione dell’opera per le notevoli complicazioni legate allo smaltimento
Ipotesi verosimile dal momento che quell’area fa parte della colmatura delle saline realizzata negli anni ’70, che comprende il campo Fontana, recentemente bonificato, e tutta l’area a est del Corso Sicilia fino all’attuale confine con la zona umida.
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