I vertici nazionali di Fratelli d’Italia hanno negato al sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare di utilizzare il simbolo del partito alle elezioni di maggio nelle quali è in corsa per la ricandidatura.
La notizia rappresenta per la città un vero terremoto politico.
La decisione è stata presa dal responsabile nazionale dell’organizzazione del partito di Giorgia Meloni, Giovanni Donzelli.
Di Mare ha accolto la notizia con apparente distacco.
“Io mi occupo e mi sono sempre occupato della mia città, non dei partiti. Non ho ricevuto alcuna comunicazione ne conosco le motivazioni che evidentemente hanno. Il mio riferimento sono sempre stati gli augustani e sempre lo saranno”.
La notizia arriva dopo che in molti, nell’ambiente politico augustano, si chiedevano i reali motivi del ritardo nel rilascio del simbolo al circolo cittadino.
Di Mare, da sempre uomo della destra storica, era stato eletto nel 2020 con una lista civica per poi aderire a Fratelli d’Italia nel 2023.
L’annuncio della sua adesione fu dato proprio in occasione del convegno nazionale del partito “Italia, le radici della bellezza. Turismo, cultura, sport ed enogastronomia”, al Mangia’s di Brucoli, di fronte a una platea affollata di aderenti e simpatizzanti, davanti al gruppo dirigente regionale al completo e a molti dei leader nazionali del partito, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Alla base della scelta ci sarebbero i dissapori tra Di Mare e il vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Luca Cannata, plenipotenziario di Fratelli d’Italia in provincia di Siracusa, notoriamente vicino a Donzelli.
Di Mare alle regionali del 2022 aveva sostenuto la candidatura di Carlo Auteri, arrivato secondo nella lista di FdI dopo lo stesso Cannata, il quale poi optò per il seggio alla Camera dei deputati, per il quale era stato contemporaneamente eletto, aprendo le porte dell’Ars allo stesso Auteri.
Di Mare potrebbe aver pagato la sua vicinanza all’ex vice presidente del gruppo parlamentare alla Camera Manlio Messina, che ha lasciato il partito dopo uno scontro violento, a quanto si racconta, con Donzelli dopo la vicenda dei contributi regionali che ha coinvolto Auteri, anche lui vicino a Messina.
Ne nacque uno scontro duro tra Messina e Auteri da una parte e Cannata dall’altra, con accuse reciproche di avere ispirato inchieste giornalistiche e penali sull’avversario.
Alle elezioni per il presidente e il consiglio del Libero Consorzio di Siracusa di un anno fa, Di Mare si era schierato a sostegno della candidatura del sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa, e alcuni consiglieri comunali erano candidati nella lista ‘Comuni al centro’, contrapposta a quella di FdI e ispirata dal tandem dei due deputati regionali Auteri e Carta.
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