
Una piazza Duomo piena di sostenitori e applausi ha fatto da cornice al comizio elettorale del sindaco uscente Giuseppe Di Mare, candidato alla riconferma alle amministrative del 24 e 25 maggio. Sul palco, accanto al primo cittadino, anche gli assessori designati: Alessandro Ambrosio (Forza Italia) Biagio Tribulato (Grande Sicilia) Cristina Mignosa (Augusta 2020) Concetto Cannavà (Insieme) e Giuseppe Carrabino, fedelissimo del sindaco.
Una serata costruita attorno al racconto dei cinque anni di amministrazione e alle prospettive future della città.
Il primo a prendere la parola è stato Marco Niciforo di Augusta 2020, che ha parlato di “cinque anni di successi” e di un’amministrazione capace di trasformare il programma elettorale in risultati concreti. Niciforo ha ricordato gli interventi sulle strade, l’illuminazione pubblica, gli asili nido e gli impianti sportivi, ma soprattutto ha indicato la direzione per il futuro: “Porto e turismo saranno i pilastri su cui si sosterrà Augusta”. Secondo l’esponente di Augusta 2020, la città deve puntare a diventare un riferimento internazionale.
Sulla stessa linea l’intervento di Concetto Cannavà, che ha insistito sul contrasto tra la città di oggi e quella di alcuni anni fa. “Augusta sembrava un paese rassegnato”, ha detto, ricordando poi il recupero di aree urbane, l’efficientamento delle scuole, gli investimenti nello sport e i progetti culturali e sociali portati avanti dall’amministrazione. Cannavà ha parlato di una città tornata attrattiva anche agli occhi di chi vive fuori.
Michela Italia, intervenuta per Grande Sicilia, ha invece sottolineato il lavoro politico del movimento sul territorio provinciale e il sostegno dato fin dall’inizio alla candidatura di Di Mare. Nel suo intervento ha descritto l’obiettivo di una città “più sostenibile, inclusiva, sicura e fruibile”, richiamando il valore del lavoro di squadra e della collegialità.
Temi economici e occupazionali al centro del discorso di Alessandro Ambrosio, in quota Forza Itala, che ha parlato della necessità di trattenere i giovani in Sicilia creando nuove opportunità di sviluppo. Ambrosio ha rilanciato il ruolo strategico del porto di Augusta, illustrando il progetto della zona franca doganale e la volontà di trasformare il retroporto in un motore economico per il territorio. “La parola chiave sarà lavoro”, ha ribadito dal palco.
Più politico il ragionamento di Massimo Casertano, che ha raccontato di una cittadina tornata al voto dopo vent’anni proprio per sostenere Di Mare. Per Casertano il sindaco uscente è riuscito a restituire agli augustani il senso di appartenenza alla città e la fiducia nelle istituzioni. “Non si può fermare questo percorso”, ha affermato, definendo storica la fase politica che Augusta sta vivendo.
Intervento anche per Alberta Romano, candidata al Consiglio comunale nella lista “Il Cambiamento Continua”, che ha parlato della necessità di investire ancora su porto, turismo, commercio e sostenibilità ambientale. “Augusta ha rialzato la testa”, ha detto, invitando i cittadini a continuare a credere nel progetto amministrativo.
A chiudere il comizio è stato Giuseppe Di Mare con un intervento lungo e spesso interrotto dagli applausi della piazza. Il sindaco ha rivendicato i risultati ottenuti in questi anni: il ponte sul Porcaria, la riqualificazione del costone di Levante, la costruzione di tre asili nido, il piano di protezione civile, gli investimenti sulla pubblica illuminazione e gli eventi culturali che hanno animato la città.
Di Mare ha più volte insistito sul concetto di orgoglio cittadino: “Gli augustani avevano perso il legame con la città. Oggi siamo tornati orgogliosi di essere augustani”. Non sono mancati gli attacchi agli avversari politici, accusati di non avere un vero progetto alternativo e di limitarsi alle critiche.
Nel finale il sindaco ha rilanciato alcuni obiettivi programmatici per il prossimo mandato. Tra questi il depuratore, definito “il sogno di ogni augustano”, i cui lavori dovrebbero partire entro l’estate; il piano parcheggi, per il quale sarebbe già stata trovata la copertura finanziaria; il rafforzamento delle iniziative culturali e il recupero del convento e del Kursaal attraverso un percorso già avviato con i proprietari e con l’Agenzia delle Entrate.
Ultimo passaggio dedicato al tema della pace: “La pace è una cosa a cui tutti aspiriamo, non è una bandiera”, ha detto Di Mare prima di lasciare il palco.
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