Ad Augusta cresce la protesta contro la nuova discarica per rifiuti speciali e pericolosi autorizzata dall’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare, con il coinvolgimento del governo regionale. Sinistra Italiana-Avs e Movimento 5 Stelle tornano a chiedere spiegazioni sulla decisione e contestano la mancata risposta alla petizione popolare sottoscritta da quasi mille cittadini.
Ad intervenire sulla loro battaglia è la Federazione di Siracusa di Sinistra Italiana -Avs.
L’obiettivo dell’iniziativa era duplice: conoscere le ragioni dell’autorizzazione e chiedere al sindaco di ritirarla. Secondo quanto riferito dai promotori, il regolamento comunale prevede che l’Amministrazione risponda alle petizioni entro 60 giorni. Un termine che, denunciano Avs e M5S, sarebbe trascorso senza alcun riscontro.
La richiesta era stata inviata anche al presidente del Consiglio comunale, ma, sostengono le due forze politiche, neppure in questo caso sarebbe arrivata una risposta.
“Per sollecitare un chiarimento – ricorda la Federazione – Avs e M5S hanno organizzato un presidio davanti al Comune. Ieri mattina i rappresentanti delle due forze politiche si sono recati prima sotto il balcone del sindaco e poi nell’anticamera dell’ufficio di gabinetto. Secondo il loro resoconto, non avrebbero trovato amministratori né rappresentanti della presidenza del Consiglio comunale. Sarebbero risultati vani anche i tentativi di contattarli telefonicamente.
L’iniziativa non ha quindi consentito, secondo i promotori, di ottenere le spiegazioni richieste. La protesta punta ora a riportare la questione al centro dell’attenzione pubblica e a ottenere una presa di posizione da parte dell’Amministrazione.
Tra i principali interrogativi sollevati da Avs e M5S c’è la collocazione dell’impianto, che, secondo i promotori, sorgerebbe a breve distanza dal centro abitato di Augusta e dai serbatoi della Sasol. Le due forze politiche chiedono al sindaco di illustrare le motivazioni che hanno portato all’autorizzazione e di chiarire le valutazioni alla base della scelta.
La contestazione riguarda anche il rapporto tra istituzioni e cittadini. Per Avs e M5S, lasciare senza risposta un’istanza sostenuta da quasi mille firme rappresenta un fatto grave, soprattutto in presenza di una disposizione regolamentare che impone all’Amministrazione di rispondere alle petizioni popolari.
«Non ci fermeremo»: possibile ricorso agli organi superiori”.
I promotori assicurano che continueranno a sollecitare risposte e avvertono che, se il silenzio dovesse persistere, porteranno la questione all’attenzione degli organi istituzionali superiori.
La richiesta rivolta a Di Mare resta quella di spiegare perché sia stata autorizzata la nuova discarica e di chiarire le ragioni della decisione. Una vicenda che, oltre al confronto sull’impianto, pone al centro il tema della trasparenza amministrativa e del diritto dei cittadini a ottenere risposte sulle scelte che interessano il territorio.
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