Un esposto denuncia le gravi criticità gestionali, strutturali e di sicurezza dell’impianto a Rischio di Incidente Rilevante (RIR) Maxcom Petroli nel pieno del quartiere Borgata, nel centro abitato di Augusta.
A presentarlo è stato il dottor Enzo Simeoni, che risiede a Catania ma, come afferma nell’esposto, è padre e nonno di 14 persone residenti ad Augusta.
Enzo Simeoni è stato Amministratore Delegato della Macet spa che nel 1975 acquistò e ristrutturò il deposito costiero oggi Maxcom Petroli srl.
In realtà l’esposto è stato presentato il 26 giugno scorso, ma in assenza di un riscontro formale da parte dei numerosi enti e autorità a cui è indirizzato, il dott. Simeoni ha inviato ora una “Integrazione e sollecito con diffida contestuale”.
Nel lungo elenco dei destinatari dell’esposto, oltre al sindaco di Augusta, il Prefetto di Siracusa, agli enti regionali, il commissario dell’AdSP, il Comando dei Vigili del Fuoco e la Capitaneria di porto.
Per conoscenza l’esposto è stato inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa e alle associazioni ambientaliste Legambiente Sicilia e Italia Nostra.
Alla Procura della Repubblica di Siracusa si chiede di valutare “la sussistenza di profili penali in ordine all’esecuzione di opere infrastrutturali che incrementino il pericolo per la pubblica incolumità e l’ambiente in aree ad elevato rischio di crisi ambientale, vagliando altresì le dinamiche gestionali interne relative all’avvicendamento dei preposti alla sicurezza dell’impianto”.
Nell’esposto si sostiene, tra l’altro, che il caricamento delle Autobotti con gasolio EN590 10 PPM avviene nelle pensiline di carico ubicate ad una distanza dalle abitazioni dei residenti inferiore a quella prevista dalle norme.
Nella nota di integrazione e sollecito, si fa riferimento ad alcuni nuovi elementi che sono nel frattempo intercorsi.
Si fa riferimento in particolare alla seduta del Consiglio Comunale di Augusta del 9 settembre 2026, che ha espresso il parere favorevole al Piano Regolatore Portuale, prescrivendo espressamente che la delocalizzazione del deposito Maxcom resta l’obiettivo strategico improrogabile e che il parere favorevole non costituisce in alcun modo approvazione o sanatoria per la permanenza, il rinnovo di concessioni o l’ampliamento dell’impianto.
Nell’integrazione si fa inoltre riferimento all’esecuzione di un intervento in corso sul pontile e sulle infrastrutture afferenti:
“Nonostante la ferma contrarietà urbanistica espressa dalle istituzioni locali e il dettato del Piano di Risanamento Ambientale (D.P.R. 1995), risultano attualmente in corso lavori di ammodernamento/potenziamento sul pontile di carico della Maxcom.
Tale operatività edilizia e infrastrutturale si pone in palese ed insanabile contraddizione con il sopra citato impianto pianificatorio”.
Il dott. Simeoni, sottolinea come l’iniziativa non era stata condivisa dal precedente responsabile del Deposito che, proprio per essersi opposto, avrebbe subito la rimozione/declassamento da parte della direzione dell’azienda, con la nomina di un altro responsabile.
“Realizzare o ammodernare infrastrutture a servizio di un impianto RIR situato di fronte ad abitazioni civili ne prolunga la vita utile e ne incrementa la capacità operativa, con conseguente ed immediato aumento del rischio di sversamenti, emissioni di COV ed incidenti rilevanti, a totale danno della pubblica incolumità, dell’ambiente e del tessuto urbano cittadino”.
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