“Quando si porta a conoscenza della malattia sia il primo passo per affrontarla con dignità”. Lo ha detto il delegato distrettuale Alzheimer, Antonio Cardaci a conclusione dell’incontro sul tema “Alzheimer & Autismo. Le due fragilità della mente nelle diverse fasi della vita” che si è svolto nella sala conferenze del segretariato sociale “Vincenzina Spina”, ex Macello in piazza Malta a Carlentini.
L’incontro è stato promosso e organizzato dal Lions club di Lentini e di Priolo Gargallo, presieduti rispettivamente da Maria Teresa Raudino e Mariangela Musumeci, ha toccato le tematiche riguardanti l’Autismo, l’Alzheimer e il dopo di Noi, tre ambiti che oggi rappresentano una delle sfide sociali più complesse per le famiglie e per le comunità.
L’incontro, moderato dal giornalista Angelo Lopresti, socio Lion a Lentini e docente di sostegno specializzato e coordinatore del Dipartimento Inclusione dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Francofonte è stato aperto dai saluti della presidente Maria Teresa Raudino, della vice presidente del Lions di Priolo Maria Grazia Di Pietro, dei sindaci di Carlentini Giuseppe Stefio, di Lentini Enzo Pupillo e di Francofonte Daniele Lentini e della sindaca di Scandicci Claudia Sereni.
A seguire gli interventi del delegato distrettuale Alzheimer, Antonio Cardaci; della delegata distrettuale all’inclusione, Giuseppina Siracusa e Francesco Ossino, già responsabile dell’Unità Alzheimer di Lentini.
L’introduzione al tema è stata affidata ad Angelo Lopresti che ha posto l’accento sulla necessità di una rete stabile e continuativa, capace di accompagnare le famiglie lungo tutto l’arco della vita. Lopresti ha ricordato come, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, un bambino su settantasette presenti un disturbo dello spettro autistico, mentre in Italia oltre un milione e duecentomila persone convivono con l’Alzheimer.
I presidenti dei club organizzatori, la presidente Maria Teresa Raudino e la vice presidente di Priolo Maria Grazia Di Pietro hanno ricordato come i Lions siano da sempre impegnati nella promozione di iniziative a favore delle persone vulnerabili.
La presidente di Zona 19, Rossella Marchese, ha sottolineato l’importanza della formazione e della prevenzione, E hanno richiamato il valore della rete Lions come forza capace di trasformare i bisogni in risposte concrete. La delegata Siracusa ha sottolineato come il passaggio all’età adulta rappresenti per molte famiglie un momento critico, perché spesso i percorsi di supporto si interrompono.
La domanda che più frequentemente ascolta dai genitori, ha spiegato, è sempre la stessa: “Chi si occuperà di mio figlio quando non ci sarò più?”. Una frase che racchiude la paura più profonda e che rende evidente quanto il tema del Dopo di Noi sia urgente e non più rinviabile ricordando che l’inclusione non può limitarsi all’assistenza, ma deve tradursi in progetti di vita che garantiscano autonomia e continuità.
La testimonianza di Muni Sigona, fondatrice della Casa di Toti, ha portato un messaggio di speranza, mostrando come sia possibile costruire percorsi di autonomia per giovani con disabilità, se la società è disposta a crederci e a sostenerli.
Di grande rilievo anche gli interventi tecnici per l’Alzheimer del delegato distrettuale, Antonio Cardaci, il quale ha spiegato come la conoscenza della malattia sia il primo passo per affrontarla con dignità.
Mentre il già responsabile dell’Unità Alzheimer di Lentini, Francesco Ossino, ha evidenziato il ruolo fondamentale della diagnosi precoce e del sostegno ai caregiver. Le istituzioni presenti hanno espresso pieno sostegno all’iniziativa.
Il sindaco di Francofonte, Daniele Lentini, ha ricordato la collaborazione ormai consolidata con il Lions Club di Lentini, una sinergia che negli anni ha permesso di realizzare progetti concreti a favore delle famiglie.
Il neo eletto sindaco di Lentini, Enzo Pupillo, ha evidenziato la necessità di rafforzare la rete socio-sanitaria territoriale, affinché nessuno si trovi ad affrontare da solo il peso della fragilità.
Il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, ha ribadito che la fragilità non è un problema privato, ma una responsabilità collettiva che chiama in causa l’intera comunità. L’incontro è stato anticipato per gli intervenuti dalla possibilità di fare uno screening Alzheimer con la dottoressa e specialista Sebiana Manciameli.
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