Oltre 500 manifestanti, tra attivisti, partiti, associazioni e sindacati, si sono dati appuntamento stamattina davanti alla base di Sigonella per dire no alla guerra, e “no alla Sicilia come base logistica”.
La manifestazione si è svolta, per ovvi motivi di sicurezza, a qualche centinaio di metri dall’ingresso della base militare.
Sono arrivati da tutta la Sicilia per protestare contro la guerra in Iran, una guerra definita assurda che sta trascinando l’Europa in una crisi energetica senza precedenti.
Presenti con i propri simboli e le proprie bandiere i partiti della sinistra, Pd, Alleanza Verdi e sinistra e M5S, di diverse associazioni, sindacati e reti civiche.
Tra i presenti il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, questo il suo messaggio.
“La pace è il presupposto per lo sviluppo di questa terra ed è assurdo immaginare che la Sicilia sia piattaforma logistica di una guerra assurda, di una guerra che pagano i lavoratori e le lavoratrici”.
Presente anche il segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo, che ha ricordato l’impegno per la pace della sinistra italiana.
“Noi oggi, davanti la base di Sigonella, con questa grande mobilitazione dove mettiamo insieme parti sociali, forze politiche, associazioni, società civile, ribadiamo che la Sicilia con Sigonella e Comiso, ora come allora ai tempi della battaglia di Pio Torre, è terra di pace e lo ribadiamo di fronte alle contraddizioni del governo, alle azioni di ammiccamento di Giorgia Meloni a Trump e Netanyahu”.
Alla manifestazione era presente anche una delegazione di parlamentari regionali e nazionali del Movimento 5 stelle con il coordinatore regionale Nuccio Di Paola, i deputati regionali Adorno e Marano e quelli alla Camera Cantone e Scerra.
Di Paola ha chiamato il presidente della Regione Schifani alla responsabilità di capo del governo regionale.
“La Sicilia è terra di pace e deve essere lasciata fuori dai giochi di potere attualmente in atto.
Schifani prenda posizione su questa vicenda, che è di capitale importanza per i siciliani. Lo faccia pubblicamente e in Aula, dove non si fa vedere quasi mai.
La storiella che lui sia un parlamentarista convinto è ormai miseramente naufragata, travolta dall’evidenza dei fatti.
Quando c’è da farsi vedere all’Ars per le questioni spinose, lui scappa sempre.
Non lo faccia anche in questa occasione, come fa da sempre per la sanità, solo per fare un esempio”.
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