Il Consiglio comunale aperto di ieri sera, convocato per fare chiarezza sul passaggio di consegne degli impianti idrici locali alla società mista pubblico-privato Aretusa Acque — previsto entro la fine dell’anno —, si è chiuso con un rinvio a data da destinarsi.
La mancata partecipazione dei rappresentanti di Aretusa Acque e delle istituzioni sovracomunali, che avevano tuttavia comunicato la loro assenza, ha svuotato di significato l’ordine del giorno, scatenando immediate polemiche tra i banchi dell’assemblea.
Il dibattito ha registrato momenti di forte tensione attorno alla gestione della procedura di rinvio.
A proporre lo stop era stata inizialmente la consigliera di opposizione Rossana Fangano (Fratelli d’Italia), promotrice dell’assise aperta per favorire il confronto con i cittadini su un tema così delicato come quello legato alla crisi idrica.
Di fronte all’assenza dei vertici societari, la richiesta sembrava destinata a un rapido accoglimento.
Tuttavia, dopo aver concesso due interventi ai consiglieri di maggioranza, la consigliera Fangano ha chiesto di lasciare aperta la seduta per dare voce ai cittadini presenti tra il pubblico.
La presidente del Consiglio comunale, Krizia Barbagallo, ha preferito mettere ai voti il rinvio del consiglio.
Di conseguenza, l’adunanza è stata rinviata.
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