Ciro Greco, uno dei più fermi oppositori del sindaco Lo Faro in Consiglio comunale dal cambio di maggioranza di due anni fa, non riesce proprio a contenere la rabbia e l‘amarezza per l’esito sorprendente della seduta di ieri del Consiglio comunale.
“Ieri sera è stata scritta una delle pagine più vergognose e indecenti della storia politico-amministrativa della Città di Lentini”.
Così Greco dopo che la mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco Lo Faro è stata respinta dal Consiglio Comunale per il mancato voto di quattro dei sette presentatori.
I consiglieri Gianmarco Di Grande, Francesca Reale e Carlo Vasile non erano presenti mentre il presidente del Consiglio Alessandro Vinci si è astenuto.
Il consigliere del Pd punta il dito contro Grande Sicilia ma non disdegna di attaccare il sindaco.
“Cosa possa aver spinto quattro consiglieri comunali a prendere in giro così sfacciatamente la Città non è facile saperlo. Lo lascio alla libera immaginazione di chi legge.
Il risultato è che rimane in carica un’Amministrazione priva di ogni legittimazione democratica, che sta producendo un disastro amministrativo inaudito che è sotto gli occhi di tutti e che opera senza alcuna forma di concertazione e senza trasparenza. Che, a questo punto, rimarrà in carica fino alla scadenza naturale della primavera del 2027 continuando a raccontare che sta facendo mirabilie e rimanendo incurante della reale condizione in cui versa la Città”.
Greco parla di inganno ai cittadini che auspicavano il ritorno alle urne a maggio.
“Quello che è successo ieri sera – dopo i tanti episodi di opportunismo e di trasformismo avvenuti in questi anni – dimostra che la politica amministrativa a Lentini ha smarrito ogni profilo etico ed è diventata un mero centro di interessi. Più di ogni altra cosa è questo che sta affondando il Comune e la Città”.
“Da questa vicenda esco disgustato come tanti nostri concittadini ma a posto con la coscienza.
Ho mantenuto una rigorosa linea di contrasto a un’azione politica e amministrativa deleteria per la nostra Città e ho votato con convinzione la mozione di sfiducia dandone motivazione in aula.
Continuerò a interpretare fino alla fine del mandato con il massimo di scrupolo e dí coscienziosità il mio ruolo di consigliere comunale cercando di dare voce a tutti quei cittadini che si sentono abbandonati e traditi dall’attuale amministrazione. Che sono tantissimi.
È questo il mandato popolare che mi è stato dato e intendo onorarlo fino in fondo.
Lo farò nonostante provi una nausea e un disgusto inenarrabile per il contesto nel quale mi trovo. Lo farò per spirito di servizio perché credo ancora in una politica onesta e trasparente e penso che questa Città abbia ancora il diritto di riscoprire”.
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