Riaprire la discarica di contrada Grotte San Giorgio a Lentini per dieci mesi.
Lo chiede Sicula Trasporti, l’azienda proprietaria della discarica, che dal 2020 è in amministrazione giudiziaria dopo l’arresto dei titolari nell’ambito dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”.
La richiesta è stata presentata alla Regione e la CTS, la commissione tecnica-specialistica, dovrà ora valutare l’impatto ambientale, se sarà davvero positivo come sostiene l’azienda.
La richiesta riguarda la riprofilatura del sito, per compensare l’avvallamento nella zona centrale della vasca di circa sei metri, dovuto all’assestamento dei rifiuti contenuti.
La discarica, che occupa una superficie di circa 35 mila metri quadrati, è stata chiusa nel 2015 dopo che aveva raggiunto il limite massimo di abbancamento previsto, di un milione e 100 mila metri cubi di rifiuti indifferenziati.
A maggio dell’anno successivo la società presentò il progetto della copertura e ripristino ambientale dell’impianto, il cosiddetto capping,
Si tratta della copertura dei rifiuti con teli multistrato impermeabili per sigillare la discarica, prevenire le infiltrazioni d’acqua, controllare il biogas e creare un substrato adatto alla rinaturalizzazione del sito.
Attualmente la discarica è coperta provvisoriamente con teli in polietilene ad alta densità in attesa dell’intervento definitivo di copertura con terreno vegetale e alberatura.
Secondo quanto afferma l’azienda nella relazione allegata al progetto, l’avvallamento creato dall’assestamento dei rifiuti abbancati avrebbe creato un bacino di raccolta delle acque meteoriche e per ripristinarne il deflusso è ora necessario riconfigurare il profilo in modo da riportarlo a quello previsto in origine.
Quindi la richiesta dell’azienda di riempire l’avvallamento, di circa 100 mila metri cubi, con il rifiuto secco prodotto come sopravaglio dal trattamento meccanico biologico.
Secondo l’azienda questa soluzione permetterebbe di evitare di utilizzare una grande quantità di terreno naturale, che rappresenterebbe un carico eccessivo sui rifiuti abbancati e provocherebbe conseguenze negative.
Inoltre, il riempimento dell’avvallamento con rifiuti rappresenterebbe un vantaggio ambientale significativo, per il ‘risparmio’ di terreno vegetale che dovrebbe essere reperito e trasferito nella discarica.
Tra le motivazioni dell’intervento si parla anche di un vantaggio di tipo sociale.
Il volume da riempire equivale infatti a circa 120 mila tonnellate di rifiuti, l’equivalente di 10 mesi di abbancamento, durante i quali si risparmierebbero i costi sostenuti dalla collettività per il trasferimento all’estero dei rifiuti a causa della mancanza di discariche in Sicilia.
Il risparmio consentirebbe, sempre secondo l’azienda, di abbassare il costo della Tari con un significativo vantaggio sociale.
Ora toccherà alla Cts e all’Assessorato regionale all’Ambiente esprimersi e decidere se accogliere le motivazioni e autorizzare o meno la riapertura della discarica per altri 10 mesi.
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