Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati arrestati un dirigente regionale del dipartimento delle Infrastrutture e Mobilità e un imprenditore mafioso.
L’ex dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, Salvatore Iacolino, è indagato dai magistrati della Dda di Palermo, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Iacolino è stato nominato pochi giorni fa direttore generale del Policlinico di Messina, e la sua nomina era stata approvata dalla Commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana con una maggioranza risicata.
L’esito della votazione era infatti stato di 5 favorevoli e 5 contrari, ma la nomina proposta dalla giunta regionale è passata dal momento che tra i favorevoli c’era il presidente della commissione, Ignazio Abbate, il cui voto in caso di parità vale doppio
Iacolino è stato anche deputato al Parlamento Europeo, eletto nel 2009 con l’allora Pdl.
Non fu poi rieletto nel 2014 quando si candidò con Forza Italia.
Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata per aver agevolato Cosa nostra nell’ambito dell’inchiesta che oggi ha portato all’arresto per corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditore mafioso.
Secondo l’accusa, il dirigente avrebbe favorito il boss di Favara, città in cui Iacolino è nato, Carmelo Vetro già condannato per associazione mafiosa, mettendo a disposizione l’influenza e la rete di relazioni costruite grazie alla posizione ricoperta, contribuendo così al rafforzamento del clan di Favara.
Secondo i Pm, l’ex euro deputato avrebbe sostenuto gli interessi del capomafia e di suoi uomini, tra i quali l’imprenditore Giovanni Aveni, fornendo informazioni su procedure amministrative in corso o agevolando incontri con importanti funzionari regionali come il manager dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione Antimafia siciliana Bernardette Grasso e il capo della Protezione civile Salvatore Cocina.
Iacolino avrebbe inoltre sollecitato i vertici amministrativi dell’Asp di Messina su procedimenti amministrativi indicati da Vetro.
La Procura di Palermo ha anche disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di manager, nel corso delle quali sarebbero stati trovati 90mila euro in contanti.
Iscriviti al Canale WhatsApp di Webmarte TV in modo semplice e veloce.
Clicca qui per entrare nel canale e quindi premi il pulsante in alto a destra “Iscriviti”.
Non riceverai notifiche, ma potrai consultare i nostri articoli aggiornati quando vorrai










