In attesa di comparire davanti al Gip che dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura della Repubblica si Palermo di arresto per nove persone, nell’ambito dell’inchiesta per corruzione legata al rilascio di autorizzazioni ambientali, gli indagati respingono le accuse.
L’accusa è di fare parte di un gruppo che avrebbe incassato tangenti per favorire il rilascio di autorizzazioni per progetti industriali ed energetici, rinnovabili compresi alcuni parchi eolici.
In particolare sono i due imputati più noti a rilasciare dichiarazioni.
Il deputato regionale di Grande Sicilia Mpa, Giuseppe Lombardo, un cognome importante, visto che è il nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele, ha diffuso un comunicato con quale conferma la sua fiducia nella magistratura.
Lombardo, che è componente della Commissione Sanità all’Ars, è accusato dalla Procura di avere favorito ditte nella divisione di fondi pubblici e nelle norme relative alle cure palliative, in cambio di favori.
In particola Lombardo, per il quale Procura ha chiesto gli arresti domiciliari, avrebbe ottenuto l’assunzione di una sua fedelissima.
“Apprendo solo in data odierna dei fatti specifici oggetto di indagine nei miei confronti. Allo stato non ho ancora avuto la possibilità di visionare gli atti.
Sono certo, però, che potrò chiarire a breve la mia posizione, consapevole di aver sempre orientato la mia attività pubblica e privata a criteri di correttezza ed onestà.
In ossequio allo spirito che ha sempre contraddistinto il mio agire politico, quindi, ho maturato la non facile decisione di dimettermi da componente delle commissioni bilancio e sanità.
Compio questa scelta per il profondo rispetto che nutro sia per le istituzioni delle quali faccio parte e che rappresento, impegnate in questi giorni nel delicato passaggio di approvazione del disegno di legge in materia di variazioni di bilancio, che per l’autorità giudiziaria, oggi chiamata a valutare il mio operato e nei cui confronti ripongo, come sempre, assoluta fiducia”.
Ma la figura centrale dell’inchiesta è l’ex vice presidente della Regione e assessore all’Economia nel governo Musumeci, Gaetano Armao.
Armao, avvocato, docente di Diritto amministrativo al dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo, è stato anche assessore all’economia e all’Energia nel governo del presidente Raffaele Lombardo. e candidato alla Presidenza della Regione con il Terzo Polo, sostenuto dal leader di Azione Calenda, alle ultime elezioni regionali,
Armao è stato nominato nel 2023 presidente della Regione Schifani, a capo della Commissione tecnica specialistica (Cts) che si occupa di rilasciare le autorizzazioni in materia ambientale di competenza regionale, incarico scaduto due mesi fa.
È stato anche consulente giuridico del Presidente della Regione Schifani, incarico dal quale si è dimesso in questi giorni.
Secondo i Pm, che hanno chiesto per lui e per l’avvocato Matta, la detenzione in carcere, avrebbe intascato soldi e altri favori dagli imprenditori per il tramite di Matta, per il rilascio di tre autorizzazioni.
Armao ha rilasciato una dichiarazione con la quale respinge ogni accusa.
“Sono stato raggiunto da un decreto di perquisizione presso l’abitazione e lo studio legale per un’imputazione provvisoria che avrò modo di dimostrare essere priva di fondamento.
I fatti che vengono contestati attengono alla mia qualità di ex presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale e, nel 99 per cento dei casi, all’unanimità.
Non ho più alcun incarico quale presidente del Cts dal 9 agosto scorso e, al fine di tutelare le Istituzioni, ho già rassegnato al presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da consigliere giuridico, con effetto immediato.
Nella mia vita amministrativa ho gestito risorse finanziarie per oltre 250 miliardi di euro (più del Pnrr) firmando otto bilanci regionali, senza che nessuno abbia avuto nulla da eccepire”.
Il Presidente Schifani, a Messina per impegni istituzionali, ha precisato che la vicenda giudiziaria, nonostante gli incarichi affidati ad Armao, non riguarda in alcun modo l’attività del governo regionale.
“Per quanto riguarda l’inchiesta mi rifaccio alle parole del procuratore De Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l’attività del governo regionale”.
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