Torna l’Esame di maturità per gli studenti che completano il secondo ciclo di studi.
Il Parlamento ha approvato ieri la legge di conversione del Decreto scuola che introduce alcune modifiche all’esame finale del secondo ciclo.
l’Esame di maturità sostituirà a partire dall’anno scolastico in corso, pur non rivoluzionandolo del tutto, l’Esame di Stato che era stato introdotto con la riforma Berlinguer del 1999.
Allora si disse che non era possibile valutare la maturità di uno studente e questo spinse il legislatore a cambiare il nome dell’esame.
L’esame dovrà verificare i livelli di apprendimento conseguiti da ciascun candidato in relazione alle conoscenze, alle abilità e alle competenze specifiche di ogni indirizzo di studio e valutare il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto.
Nessuna novità interessa il documento del 15 maggio e le prove scritte.
Vediamo in sintesi quali sono le modifiche principali.
Rimane una commissione ogni due classi, ma passa da sette a cinque componenti, sarà composta da un presidente e due commissari esterni, e due interni.
Nell’Esame di Stato i commissari sono tre esterni e tre interni.
Rimangono le due prove scritte e l’orale che sarà su quattro materie, anziché su tutte come è ora, e comprenderà anche l’analisi delle competenze acquisite in educazione civica e nelle esperienze scuola‑lavoro.
Le materie oggetto della prova orale, come quella della seconda prova scritta, per ciascun indirizzo di studi sarà comunicata a gennaio dal Ministero.
Il colloquio dovrà valutare il grado di acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale e il grado di responsabilità e maturità raggiunto;
Nella valutazione della prova orale dovrà anche essere tenuto in conto l‘impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studio, il grado di responsabilità o l’impegno evidenziati in azioni particolarmente meritevoli, le competenze maturate nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica e le informazioni contenute nel Curriculum dello Studente.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato avrà regolarmente svolto tutte le prove.
Non sarà possibile, come è avvenuto quest’anno, rinunciare alla prova orale, neanche in caso che il punteggio già ottenuto sia superiore a 60.
Il voto finale sarà il risultato della somma del redito scolastico con cui lo studente è stato ammesso, e fino a 20 punti per ciascuna prova.
Sarà più difficile ottenere il punteggio massimo di 100 punti.
Il punteggio che la Commissione può aggiungere motivatamente, qualora il candidato abbia ottenuto un punteggio complessivo di almeno novanta punti, tra credito scolastico e prove d’esame scende da 5 a 3 punti.
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