La segretaria nazionale del Pd Elly Schlein ha deciso cha a organizzare il vertice del partito siciliano, unendo le varie anime in conflitto tra loro, sarà Peppe Provenzano.
La decisione è arrivata dopo una riunione in streaming dei dirigenti nazionali e siciliani del Partito democratico, alla quale la segretaria non avrebbe partecipato.
Provenzano, deputato, membro della segreteria nazionale ed ex ministro per il Sud e la coesione territoriale nel governo Conte 2, dovrà elaborare una proposta di leadership del partito siciliano, dopo le dimissioni del segretario regionale Anthony Barbagallo.
Il 44enne originario di San Cataldo, vice direttore dello Svimez, l’associazione per lo SViluppo dell’Industria nel MEZzogiorno, dovrà gestire il suo incarico, in contatto con le segreterie provinciali e con i parlamentari siciliani in Europa e con quelli nazionali e regionali.
Dal Pd precisano che non si tratta di un commissariamento, ma che Provenzano dovrà definire, in pochi giorni, il nuovo assetto del partito e in particolare l’organismo che lo guiderà nei prossimi mesi, probabilmente una sorta di direttorio in cui saranno rappresentate tutte le correnti.
Ma all’ex ministro per il sud è stato affidato anche il compito di rilanciare la proposta politica in vista delle primarie e delle elezioni del prossimo anno, colmando il forte ritardo accumulato proprio a causa dei conflitti interni.
Barbagallo si è dimesso la settimana scorsa, dopo aver guidato il partito per sette anni consecutivi.
Nella sua lettera di dimissioni, Barbagallo ha spiegato la sua scelta come un tentativo estremo di ritrovare l’unità del partito siciliano, lacerato da conflitti interni anche forti, sfociati in risorsi alla giustizia ordinaria per invalidare la contestata elezione a segretario al congresso di giugno del 2025.
In quell’occasione Barbagallo, unico candidato, era stato rieletto segretario con oltre il 77% dei voti, ma la sua elezione era stata contestata per via del regolamento congressuale.
All’origine dei conflitti c’è proprio il regolamento congressuale, contestato da numerosi dirigenti, prevalentemente dell’area che fa riferimento a Stefano Bonaccini e da gran parte del gruppo parlamentare all’Ars, che nella storia del partito della sinistra in Sicilia è sempre stato il vero centro del potere interno.
Durante l’Assemblea regionale del partito che aveva approvato il regolamento si era addirittura sfiorata la rissa.
Le dimissioni di Barbagallo dovrebbero servire ad evitare che i ricorsi presentati contro la regolarità dell’assemblea regionale che aveva approvato il regolamento, vengano discussi nell’organismo di garanzia interno del partito, ma anche dal Giudice del Tribunale ordinario.
Non essendo più in carica il segretario eletto, viene infatti meno l’oggetto della contesa.
La componente che fa capo al senatore Alessandro Alfieri avrebbe comunicato il ritiro delle firme dai ricorsi alla commissione nazionale di garanzia.
Sembra invece intenzionato ad andare aventi l’area che fa riferimento a Matteo Orfini, che si riunirà oggi a Palermo.
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