Sarà che Cateno De Luca non ne lascia cadere una, ma è pure vero che gli viene dato ogni giorno un motivo per attaccare qualcuno.
Oggi è la volta del leader di Azione,
“Mi spiace che il buon Calenda non perda occasione per attaccarmi. Oggi si scaglia nuovamente contro di me in un’intervista al Corriere della Sera”.
Il riferimento è a una frase contenuta in una intervista pubblicata sul Corriere di oggi, nella quale, tra gli strali contro il Campo largo, Calenda trova il modo di riferirsi a De Luca in un modo non proprio gentile.
“Non siamo mai arrivati così in basso: la destra candida Cateno De Luca che annuncia la data delle elezioni indipendentemente da Mattarella”.
Il leader di Sud chiama Nord ha infatti più volte parlato di elezioni politiche anticipate di qualche mese rispetto alla scadenza naturale di settembre dell’anno prossimo.
“Eppure Calenda mi sta anche molto simpatico! Ma…”
Così De Luca inizia il suo post, nel quale si chiede quale sia la sua colpa.
“Lo scandalo, a suo dire, aver annunciato l’esito delle mie “sedute spiritiche” secondo cui si voterà il 9 e 10 maggio…”
Lo avrebbe appreso nel corso delle riunioni romane, le ‘sedute spiritiche’ come le chiama lui, durante le quali si sarebbe parlato di una tornata unica tra amministrative, politiche e regionali in Sicilia.
“Non capisco lo stupore… sarebbe una scelta di grande responsabilità a favore dei cittadini.
Ma davvero, in una fase storica in cui oltre il 50% degli italiani sceglie l’astensionismo, possiamo pensare di andare al voto a settembre con una campagna elettorale ad agosto, in piena estate?
Quindi Cateno De Luca si rivolge al senatore di Azione, chiamandolo confidenzialmente per nome e rinfacciandogli la scelta alle regionali del 2022 e i suoi interventi per chiedere il commissariamento della Regione.
“Parlando di cose un po’ più serie, Carlo: io non sono stato qui ad attaccarti perché nel 2022, in Sicilia, contro di me alle scorse elezioni regionali hai candidato alla presidenza della Regione Siciliana tale Gaetano Armao.
Te lo ricordi? Con lui forse volevi commissariare la Sicilia?”
Quindi gli ricorda la sua storia recente e quelli che definisce i suoi errori.
“Capisco che di errori se ne possono fare e non sto qui a polemizzare su questo.
Come ad esempio non sto qui nemmeno a rimembrare i tuoi trascorsi con Matteo Renzi, che oggi attacchi ma che ti ha nominato ambasciatore, ministro, e con cui avete persino fatto un partito insieme.
E non sto qui nemmeno a ricordare che mi avevi cercato per fare l’accordo alle europee, facendo poi saltare tutto. Ancora non capisco perché… ma il danno te lo sei fatto da solo: non raggiungendo il 4%”.
Il sindaco d Taormina parla poi di sé stesso e della propria storia, quasi a volere sottolineare le differenze.
“Capisco che sono un piccolo leader di periferia, che nella vita ho fatto mille lavori.
Capisco che non mi reputi alla tua altezza, ma penso di meritarmi un po’ di rispetto.
Anche per la storia che rappresento: 40 anni di buona amministrazione con record di fasce tricolori conquistate sul campo a colpi di preferenze e di problemi risolti ai cittadini.
Sempre in trincea, altro che salotti romani.
Quando lo vorrai, e se lo vorrai, con piacere prenderò un caffè con te”.
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