Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma della Valle d’Aosta che prevede il limite di quattro mandati consecutivi ai sindaci nei comuni fino a 5 mila abitanti, si riapre all’Ars la discussione sul limite dei mandati nei comuni fino a 15 mila abitanti.
Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha convocato per domani una riunione dei capigruppo per affrontare la questione.
“Ho convocato già per domani, martedì 3 marzo, una capigruppo urgente per calendarizzare il recepimento diretto della norma sul terzo mandato per i sindaci delle città siciliane fino a 15mila abitanti.
Auspico davvero che, così come avvenuto in occasione del voto sulla parità di genere nelle amministrazioni comunali, che in Aula non venga richiesto il voto segreto per trincerarsi ma si proceda con voto palese mettendoci la faccia”.
La suprema Corte ha stabilito che restrizioni al diritto di elettorato passivo non possono essere introdotte con scelte regionali difformi e prive di specifiche giustificazioni, perché incidono su diritti politici fondamentali e alterano l’equilibrio democratico.
Era stato Anci Sicilia, a richiedere la modifica urgente della norma che in Sicilia impone ai sindaci il limite dei due mandati consecutivi nei comuni fino a 15 mila abitanti.
“Non si può più tergiversare: occorre modificare con la massima urgenza anche la norma regionale siciliana, altrettanto incostituzionale.
Per questa ragione abbiamo trasmesso una richiesta formale al presidente della Regione siciliana e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, affinché si intervenga immediatamente sulla disciplina dei limiti di mandato dei sindaci, adeguandola ai principi dell’ordinamento nazionale.
È una questione di rispetto dei diritti costituzionali e di certezza del diritto.
Ci attendiamo che, a questo punto, si intervenga doverosamente e senza ulteriori rinvii”.
Contro l’accelerazione della procedura interviene il deputato della Democrazia Cristiana Carlo Auteri.
“Non si può votare il terzo mandato sic et simpliciter come se fosse una formalità.
La Regione Siciliana è a Statuto speciale e le norme vanno recepite e disciplinate nel rispetto delle nostre prerogative e con un confronto serio nelle commissioni di merito”.
Il parlamentare ribadisce la propria posizione contraria al terzo mandato.
“Stiamo assistendo a una pantomima che non aiuta né i cittadini né le istituzioni.
Non si può ridurre tutto a un sì o a un no in Aula, invocando il voto segreto o facendo appello diretto alla Corte.
Le regole si scrivono nelle sedi competenti, con un’istruttoria adeguata e un confronto approfondito.
Sono stato tra i fautori della bocciatura del terzo mandato perché non lo considero uno strumento democratico per chi chiede un cambio di passo.
La politica non è un poltronificio e la difesa dello status quo la lasciamo a chi intende mantenere rendite di posizione”.
Per Auteri, il punto centrale non è soltanto il recepimento della norma nazionale, ma la necessità di disciplinare correttamente il quadro complessivo:
“La legge deve passare dalle commissioni di merito per definire con chiarezza anche il tema delle incompatibilità, ad esempio tra un sindaco al terzo mandato e il ruolo di deputato regionale.
Non si può ignorare questo aspetto”.
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