In attesa della decisione del Gip sulla richiesta di arresto per 17 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati, la difesa di Totò Cuffaro segna un punto a favore dell’ex segretario della Dc.
Gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano hanno infatti dimostrato le affermazioni dell’ex presidente della Regione sulla reale origine degli 80 mila euro trovati nelle case di Palermo e di San Michele di Ganzaria, in provincia di Catania, di proprietà di Cuffaro e della moglie.
A molti era sembrata grottesca la giustificazione addotta al momento del sequestro, durante la perquisizione, invece è stato dimostrato che realmente 30 mila euro provenivano dalla vendita di prodotti agricoli regolarmente fatturati, e gli altri 50 mila erano costituiti da banconote vecchie, usurate e inutilizzabili.
Cuffaro è indagato dalla Procura della Repubblica di Palermo con l’accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti
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