Sarà una sorta di Conclave delle opposizioni, dal quale non uscirà però almeno per ora il nome del nuovo Papa del centrosinistra, il ritiro dei deputati opposizione Ars all’Abbazia di San Martino delle Scale.
A partire dal pomeriggio di oggi e fino a domani a pranzo, si ritroveranno insieme nella splendida abazia benedettina nei dintorni di Monreale i deputati regionali di Pd, Movimento 5 Stelle e Controcorrente.
Perso per strada Sud chiama Nord di Cateno De Luca, ormai di fatto organico al centrodestra, sono le forze di opposizione al governo Schifani.
L’incontro era in programma per l’inizio del mese, ma poi era stato rinviato.
Aggiornato l’ordine del giorno che, oltre alla discussione generale sulla politica regionale e sulla finanziaria, non potrà prescindere dalle conseguenze del terremoto provocato dalle indagini della Procura di Palermo su quello che ormai è definito il ‘sistema Cuffaro’.
Nell’assemblea del M5s di fine ottobre a Enna, il coordinatore regionale Nuccio Di Paola aveva lanciato la sfida al centrodestra, ma anche avvisato gli alleati del centrosinistra sul ruolo che intende svolgere il movimento.
Di Paola, che a Enna ha anche subito la contestazione di alcuni attivisti che non condividono l’alleanza con il Pd e il collocamento a sinistra del Movimento, aveva candidato il M5s alla guida dell’alleanza contro il centrodestra.
Intanto sul fronte del Partito democratico resta aperto lo scontro interno sulla legittimità dell’attuale segreteria regionale.
Sulla questione, mentre la segretaria Schlein resta in silenzio, probabilmente in attesa aspetta probabilmente dell’esito delle regionali di fine novembre in Puglia e Campania, nelle ultime settimane si sono registrati gli interventi di alcuni leader nazionali.
Matteo Orfini, ex presidente del partito di cui è anche stato segretario ad interim dopo le dimissioni di Zingaretti, qualche settimana fa ha invitato Barbagallo a fare un passo indietro.
Anche l’attuale presidente del partito Stefano Bonaccini è stato chiaro.
“In Sicilia il Pd spaccato è un problema serio e soprattutto chi lo guida dovrebbe farsi qualche domanda. Se il partito è così spaccato e soprattutto perde regolarmente quasi tutte le elezioni, soprattutto un partito che ha preso il 14% alle elezioni europee solo un anno fa, mentre nella vicina Sardegna si prendeva molti punti percentuali in più. Io non mi permetto di dire cosa si debba fare”.
Per non dire del commento al vetriolo di Mirello Crisafulli, figura storica del Pd siciliano, che in un’intervista ha definito il suo un “un partito di inconcludenti”.
“Non si può fare un campo largo con un partito stretto. Né è possibile fare finta che non sia successo niente. Bisogna rimettere in moto il meccanismo congressuale. Bisogna non dare per scontata la chiusura sbagliata di un congresso illegittimo”.
Sullo sfondo c’è l’attivismo di Ismaele La Vardera con il suo Controcorrente, che ha anche avanzato la sua possibile candidatura alla presidenza della Regione alle elezioni del 2027.
Ricordiamo come andò nel 2022, quando si svolsero le primarie del centrosinistra, alle quali parteciparono, Caterina Chinnici per il Pd, Barbara Floridia per il M5s e Claudio Fava per Centopassi, un’area politica assimilabile a quella che oggi è rappresentata da AVS.
La spuntò la Chinnici che fu candidata e sostenuta da Pd e Centopassi, mentre il M5s presentò la candidatura autonoma proprio di Di Paola.
La Chinnici arrivò terza, con il 16,2% dei voti, preceduta oltre che dal presidente eletto Schifani, che ottenne il 42%, anche da Cateno De Luca che ottenne il 23,9%, mentre Di Paola raccolse il 15,2%.
Come è noto Caterina Chinnici poco dopo lasciò il Pd per FI, partito per il quale è stata rieletta al parlamento europeo con il sostegno determinante del Mpa.
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