Sono iniziate oggi in Sicilia le attività didattiche del nuovo anno scolastico, secondo quanto previsto dal calendario scolastico della regione, che prevede la conclusione il 9 giugno del 2026.
In realtà sono molte le scuole in cui le lezioni sono già cominciate da qualche giorno, con l’anticipo deliberato dai Consigli di Istituto, in modo da disporre di qualche giorno di vacanza in più nel corso dell’anno scolastico.
I giorni di scuola quest’anno saranno 206, che si riducono a 205 per le scuole che ricadono in comuni in cui la festa del Santo Patrono ricade in un giorno di attività scolastica.
Per la scuola dell’infanzia il termine delle attività educative è fissato al 30 giugno 2026, ma nel periodo compreso tra il 10 ed il 30 giugno potrà essere previsto il funzionamento delle sole sezioni necessarie a garantire il servizio.
Alle festività nazionali si aggiunge quella del Santo Patrono, nelle località in cui ricade durante il periodo scolastico.
Le lezioni saranno sospese per le vacanze di Natale, dal 23 dicembre 2025 al 07 gennaio 2026, e per quelle di Pasqua dal 2 al 7 aprile 2026.
Con una Circolare indirizzata ai dirigenti scolastici, l’assessore regionale all’istruzione e formazione professionale Mimmo Turano aveva chiesto alle scuole di dedicare un momento di riflessione alla figura di Padre Puglisi, in occasione del 32esimo anniversario dell’omicidio, che quest’anno coincide con la ripresa delle lezioni in Sicilia.
Turano ha anche inviato oggi agli studenti un videomessaggio.
“Oggi è il 15 settembre e comincia la scuola. Da assessore regionale all’Istruzione ho deciso di tornare in classe con voi. Abbiamo dedicato l’anno scolastico al Beato Pino Puglisi, perché come ci ha insegnato lui “se ognuno fa qualcosa, si può fare molto”. La scuola cambia, ma l’unica vera novità siete voi, ragazzi. Fate quello che vi ha insegnato Don Pino Puglisi e vedrete che insieme potremo fare moltissimo per cambiare la società. Buon anno scolastico a tutti”.
Tante le novità in questo anno scolastico, vediamo quelle che ci sembrano le più rilevanti.
Il divieto dell’uso dei cellulari, già previsto nelle scuole elementari e medie, sarà esteso anche agli istituti superiori.
È reintrodotto il voto in condotta che sarà determinante per l’ammissione alla classe successiva, chi avrà cinque in condotta dovrà ripetere l’anno.
Con sei lo studente delle superiori sarà rimandato a settembre e per superare l’anno scolastico dovrà sostenere una prova sui valori di cittadinanza.
Per gli studenti dell’ultimo anno l’elaborato di cittadinanza attiva e solidale dovrà essere discusso durante il colloquio all’esame di Stato.
Il voto sul comportamento inciderà anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Maturità: il punteggio più alto nell’ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico può essere dato solo se il voto di comportamento assegnato è almeno nove.
Il voto in condotta, che dovrà essere riferito all’intero anno scolastico non al sono trimestre o quadrimestre, torna anche alla secondaria di primo grado, dove sarà espresso in decimi e farà media con i voti nelle altre discipline.
Cambia anche l’esame di Stato che torna ad essere ‘Esame di maturità”, termine che era stato cancellato dalla riforma Berlinguer all’inizio del secolo, quando tutti erano concordi sul fatto che la maturità di un ragazzo è una caratteristica della personalità che non può essere valutata in un esame.
Le prove scritte saranno ancora due e il colloquio riguarderà quattro discipline principali dei percorsi di studi, individuate con decreto del Ministro, e sarà integrato da una valutazione del percorso formativo complessivo, che terrà conto anche dell’educazione civica e della formazione scuola-lavoro.
I membri della commissione saranno cinque, compreso il presidente, due in meno rispetto all’esame di Stato.
Il colloquio non sarà valido se lo studente sceglierà deliberatamente il silenzio, e la conseguenza sarà la bocciatura.
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