L’ennesima tegola giudiziaria colpisce il governo regionale presieduto da Renato Schifani e il partito della presidente del Consiglio Meloni.
Il Giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Palermo Walter Turturici ha rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione, l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata di Fratelli d’Italia.
La decisione del Gup, che ha fissato la prima udienza del processo per il 7 settembre, è arrivata dopo sette ore di camera di consiglio.
Nell’ambito della stessa inchiesta, il Gup Turturici ha condannato a due anni e sei mesi per corruzione l’imprenditrice Marcella Cannariato, che aveva scelto il rito abbreviato.
Marcella Cannariato è l’ex moglie dell’imprenditore Tommaso Dragotto proprietario di Sicily by car.
Per lei il Gup ha accolto la richiesta dei pm.
L’assessora Amata ha sempre negato l’esistenza di un rapporto corruttivo.
Secondo l’accusa, Elvira Amata si sarebbe fatta promettere e dare dalla Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker S.r.l. l’assunzione per un periodo di sei mesi nella A&C Broker S.r.l. del nipote, oltre al pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo nella struttura ricettiva “Leone Suite B&B” di Palermo nello stesso periodo, per complessivi 4.590,90 euro oltre iva”.
Come contropartita, la Amata avrebbe individuato la manifestazione promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, di cui Cannariato era rappresentante regionale, “XXIII ed. Donna, Economia e Potere”, per un finanziamento pubblico di 30.000 euro.
Nel corso dell’interrogatorio, Elvira Amata aveva confermato la richiesta a Cannariato di assumere il nipote, per aiutarlo in un momento di grande difficoltà in conseguenza di un grave lutto in famiglia.
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