L’Assessorato alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica ha avviato formalmente l’iter per il ripristino dell’elezione diretta del Presidente della Provincia e dei Consiglieri provinciali.
A darne l’annuncio è stata la stessa Assessore regionale Elisa Ingala: “Restituiamo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti”.
Un disegno di legge dovrebbe essere infatti presentato all’Ars già nelle prossime ore dal gruppo di Grande Sicilia e da gran parte dei parlamentari, che si sono già dichiarati favorevoli al ripristino del voto diretto delle ex province.
Secondo i promotori, l’iniziativa intende “colmare un vuoto democratico che da troppo tempo allontana le istituzioni dal territorio, e mira a restituire piena legittimazione popolare agli organi di governo provinciale”.
L’intento è quello di agire con la massima tempestività su un tema di primaria importanza per l’assetto istituzionale dell’Isola.
“Il ripristino del voto diretto è una precisa scelta politica di democrazia e partecipazione”.
Così l’Assessore alle Autonomie Locali Elisa Ingala.
“I cittadini devono poter tornare a scegliere direttamente chi li rappresenta e chi amministra il territorio; è un cambiamento atteso, che mette al centro il valore del consenso e la responsabilità verso gli elettori”.
Per le prossime settimane è stato annunciato un convegno per illustrare i punti salienti del disegno di legge.
La legge attuale prevede le elezioni di secondo livello, cioè che ad eleggere il presidente e i componenti dei consigli siano “gli organi elettivi dei comuni in carica alla data delle elezioni degli enti di area vasta”.
In pratica gli elettori sono i sindaci e i consiglieri dei comuni che fanno parte dell’ente di area vasta.
Non è il primo tentativo, in questa legislatura regionale, di reintrodurre l’elezione delle province.
Un precedente tentativo non superò l’ostacolo rappresentato dalla legge Delrio, che nel 2014 aveva soppresso le province e che dovrebbe essere abrogata per permettere alla Regione di legiferare nella materia.
Il tentativo dell’Ars fu infatti bloccato per la decisione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, di impugnare la norma, approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana a novembre del 2024.
“Talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di elezione dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani, violano gli articoli 1, 3, 5 e 114 della Costituzione”.
Ad essere impugnato fu l’articolo 21 della legge regionale n. 27 del 18 novembre 2024, “Disposizioni in materia di urbanistica ed edilizia. Modifiche di norme”, all’interno della quale era stata inserita in tutta fretta la norma sulle elezioni delle province.
La Sicilia è stata la prima regione a cancellare le province e sarebbe così la prima a reintrodurle.
Fu il governo Crocetta, nel 2013 ad abolire le province regionali e a istituire i Liberi consorzi, con una riforma che è stata attuata solo un anno fa, con le elezioni di secondo livello svolte dopo una lunga gestione degli enti da commissari nominati dalla regione.
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