C’è già chi lo chiama ‘furto del secolo’, certo che quello della sera di Ferragosto al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, ha del clamoroso.
Ad essere rubate sono state quattro opere di Antonello da Messina, di valore inestimabile: tre delle cinque tavole rimaste del preziosissimo Polittico di San Gregorio e la cosiddetta Tavoletta bifronte, custodita in una teca blindata scardinata.
Dalle prime indagini sembra che il furto sia stato consumato in appena tre minuti.
Il Polittico rappresenta un oggetto di devozione alla Madonna, che proprio ieri sera la città festeggiava con la Vara e nel Duomo.
Il Polittico di San Gregorio detto anche del Rosario fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, Badessa del monastero di Santa Maria extra moenia, ed era composto da
da sei tavole raffiguranti al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, per la presenza in basso su un gradino della corona.
La tavola centrale, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta, forse già nel Cinquecento.
La tavoletta bifronte, rubata anch’essa, ha sul davanti la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e dietro Cristo in Pietà.
Il Polittico di San Gregorio è stato nel tempo danneggiato da una serie di eventi, il più grave dei quali fu terremoto di Messina del 1908, che rase al suolo l’ex-convento di San Gregorio, dove aveva sede il “Museo civico peloritano”.
Le opere che vi erano conservate, compreso il Polittico, rimasero esposte alla pioggia che si abbatté sulla città nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe, e ampie porzioni del manto della Madonna e del San Gregorio andarono perdute.
Sconvolta si è detta la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio.
“Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina.
Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte.
Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili.
Il furto è stato ieri intorno alle 21.50.
Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza”.
Numerose le razioni di sgomento e indignazione, riportiamo quanto affermato dal presidente della Regione Renato Schifani.
“Il furto dei capolavori di Antonello da Messina è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili.
La Regione sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini.
Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente.
Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili.
Parallelamente è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra.
Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto”.
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