Allarme criminalità a Siracusa.
Secondo i dati dell’ indice della criminalità del Sole 24 ore il territorio aretuseo ha registrato 3.907 reati denunciati ogni 100mila abitanti, risultando il primo in Sicilia per questo indicatore.
Lo rende noto il presidente dell’Osservatorio civico Salvo Sorbello che si dice preoccupato soprattutto analizzando le singole tipologie di reato.
“Siracusa, una volta definita “la provincia babba” risulterebbe infatti all’ottavo posto in Italia per sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile, al nono per omicidi volontari, al decimo per minacce, al dodicesimo per usura, al tredicesimo per associazione di tipo mafioso, al sedicesimo per estorsioni e al ventesimo per reati legati agli stupefacenti” –elenca Sorbello secondo cui questi numeri impongono una seria riflessione a partire dalla questione dello sfruttamento della prostituzione e alla pornografia minorile.
Si tratta di reati che colpiscono la dignità delle persone e, nei casi che coinvolgono minori, soggetti particolarmente vulnerabili. La loro prevenzione richiede competenze investigative, collaborazione istituzionale, protezione delle vittime e attenzione educativa. Magistratura e forze dell’ordine, oltre al volontariato, vanno affiancate nei loro lodevoli sforzi da tutta la società civile.
Il piazzamento relativo agli omicidi volontari richiama, invece, la necessità di comprendere le dinamiche della violenza e di rafforzare gli strumenti di prevenzione. Le minacce, l’usura e le estorsioni chiamano in causa anche la libertà individuale ed economica, la tutela degli imprenditori e dei commercianti e la possibilità di denunciare senza paura di ritorsioni.
Ancora più delicato è il dato relativo all’associazione di tipo mafioso. Il contrasto alle organizzazioni criminali non può essere considerato un compito esclusivo delle forze dell’ordine: richiede istituzioni credibili, amministrazioni trasparenti, un’economia sana e una società civile capace di isolare ogni forma di intimidazione e condizionamento.
Anche i reati legati agli stupefacenti impongono un approccio che affianchi la repressione dello spaccio alla prevenzione, al sostegno delle famiglie e ai percorsi di recupero delle persone coinvolte nelle dipendenze.
“Di fronte a questo quadro – afferma Sorbello – non servono né allarmismi né sottovalutazioni. Tutte le istituzioni locali devono quindi collaborare con Prefettura, forze dell’ordine, magistratura, scuole, servizi sociali e associazioni, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze.
La sicurezza passa certamente attraverso controlli efficaci e un’attività investigativa adeguata, ma anche attraverso la cura dei quartieri, il contrasto al disagio sociale, alla dispersione scolastica, le opportunità formative e lavorative per i giovani e la promozione di una cultura della legalità.
È importante, inoltre, che i cittadini siano incoraggiati a denunciare e messi nelle condizioni di farlo con fiducia.
Per Siracusa – conclude il presidente dell’Osservatorio civico Salvo Sorbello – la sfida è trasformare i dati in un’assunzione collettiva di responsabilità, affinché la legalità non rimanga una dichiarazione di principio, ma diventi un’esperienza concreta nella vita quotidiana di ogni cittadino”.
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