Il Consiglio Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali ha approvato la proposta della istituzione della “Riserva Naturale Orientata dei Pantani Gelsari e Lentini”.
La richiesta era stata presentata da Legambiente e sostenuta dalla comunità scientifica, in particolare dagli esperti dell’Università di Catania, e dal mondo della cultura ed alla società civile
Si tratta di una vasta zona umida che ricade nei comuni di Catania, Carlentini e Augusta, lungo la costa, della superficie di un milione e 151mila 300 mq, dei quali 650.130 mq rientrano nella Zona A e 501.130 nella Zona B, secondo la cartografia riportata nell’immagine di copertina, scaricabile in alta definizione a questo link.
L’area fa parte del bacino idrografico del fiume San Leonardo e rappresenta l’ultima testimonianza del sistema di zone umide di acqua dolce e salmastra che, fino allo scorso secolo, si estendeva lungo la fascia costiera della Piana di Catania, un sistema in gran parte scomparso a causa delle bonifiche del secolo scorso, da parte del Consorzio di Bonifica “Siracusa 10” per la messa a coltura dei terreni con specie agricole erbacee.
Ma il progressivo abbandono delle culture e la presenza di ampie zone depresse, in buona parte a quote prossime o parzialmente inferiori al livello del mare, per il malfunzionamento delle stazioni di pompaggio per lo scarico a mare delle acque nei periodi più piovosi, e l’innalzamento della falda acquifera sottostante, hanno provocato l’allagamento delle aree forzatamente prosciugate.
Si sono così ricostituiti gli ambienti naturali tipici delle zone umide, specialmente nell’area del Pantano di Lentini, con il proliferare di molte specie della biodiversità animale.
Nella Scheda della proposta di riserva, per estensione, posizione e caratteristiche ecologiche, il sito è considerato potenzialmente uno tra i più importanti in Sicilia ed anche in Italia, paragonabile all’Oasi faunistica di Vendicari, ai Pantani di Longarini e Cuba e alla foce del fiume Simeto.
In questi siti sono state segnalate oltre 250 specie ornitologiche, tra cui alcuni rapaci, come l’aquila di Bonelli, detta anche aquila fasciata e il falco pellegrino.
Sono numerose anche le specie acquatiche, alcune rare e di grande interesse.
L’area dei Gelsari riveste inoltre una grande importanza botanica per la presenza di molte specie tipiche delle aree umide permanenti e temporanee.
Per analogia con la vicina riserva naturale Oasi del Simeto si stima la presenza di oltre 300 specie vegetali, circa un decimo dell’intera flora siciliana, alcune delle quali piuttosto rare.
Già nel 2012 sull’area ora destinata a diventare riserva, era stato posto dall’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente un primo vincolo, che aveva accolto la proposta avanzata nel maggio del 2011 da Legambiente Catania.
Adesso per la istituzione della riserva manca solo il Decreto dell’Assessore regionale al Territorio e Ambiente che potrebbe arrivare già nelle prossime settimane.
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