Il sindaco di Siracusa, che è anche il presidente dell’Ati idrico, ha risposto alle accuse del vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera, Luca Cannata, sui continui disservizi nel servizio idrico e nella gestione degli appalti.
“L’onorevole Cannata insiste nel chiedere chiarimenti su atti per i quali l’Ati idrico, però, dovrebbe avere la palla di vetro.
L’Assemblea ha deliberato tre giorni fa, appena conclusi i chiarimenti legali necessari, e sono già in corso gli approfondimenti sulle materie di competenza, cioè affidamenti e costi di un servizio idrico che solo a fine giugno ha visto il subentro del nuovo gestore.
I risultati di questi accertamenti saranno a disposizione di chiunque li richiederà come già fatto in passato.
Ne è testimone lo stesso onorevole Cannata, le cui istanze di accesso agli atti sono state prontamente soddisfatte per due volte negli ultimi mesi, esattamente a luglio e a settembre”.
Cannata, che aveva indicato lo stesso Italia e il deputato regionale di Grande Sicilia-MPA, Giuseppe Carta, come responsabili politici della situazione attuale, ha subito replicato.
”Il sindaco Italia invoca la palla di vetro, ma dovrebbe cominciare dalle carte che ha sulla scrivania.
Gli chiediamo conto di ciò che ha fatto finora e lui risponde parlando del futuro.
Un gioco di prestigio mal riuscito: le responsabilità non scompaiono e il fallimento della sua gestione resta”.
”Prima sostiene di non avere atteso le mie iniziative che sono datate e agli atti, poi usa le risposte alle mie richieste come prova del proprio operato.
Tra l’altro i riscontri che cita erano parziali e proprio le mie iniziative hanno portato alla luce questioni sulle quali continuiamo a pretendere chiarezza, a partire dal controllo pubblico e dalle regole applicate ad Aretusacque”.
Per Cannata gli atti dimostrano che l’Ati conosceva grazie alle sue interrogazioni il contrasto sulla natura del controllo pubblico ben prima dell’ultima Assemblea e che il Consiglio di sorveglianza aveva annunciato l’acquisizione del parere legale a seguito della sua richiesta.
“La vicenda non è nata tre giorni fa. Italia tenta di far sparire mesi di responsabilità facendo partire il calendario dall’ultima riunione. Ma da scarso prestigiatore lascia il trucco bene in vista.
Quali controlli sono stati svolti prima? Quali regole sono state applicate?
Quali documenti restano da consegnare?
Rispondere a un accesso agli atti ed esercitare la vigilanza sono due cose diverse.
Un presidente dell’Ati dovrebbe conoscere almeno questa distinzione”.
Per il deputato di FdI, Italia continua a cercare battute per evitare risposte.
“Alla gestione fallimentare aggiunge comunicati che non reggono al confronto con le carte.
Prima di fare ironia, studi la vicenda che dovrebbe governare.
Ai cittadini servono acqua e trasparenza: dei suoi alibi hanno già fatto il pieno”
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