Un’interrogazione al ministro della Giustizia sulla situazione della casa circondariale “Cavadonna” di Siracusa, nelle ultime settimane teatro di disordini e più proteste dei detenuti è stata presentata dal vicepresidente del gruppo PD al Senato Antonio Nicita, che lo scorso mese, anche insieme al segretario provinciale del Partito democratico Piergiorgio Gerratana, ha visitato per due volte l’istituto di pena.
“Quello che abbiamo riscontrato – dice Nicita- conferma ciò che da tempo denunciano i sindacati della Polizia penitenziaria, il Garante dei detenuti e le associazioni che monitorano gli istituti di pena. Il sovraffollamento resta il nodo principale, con una popolazione detenuta stabilmente superiore alla capienza regolamentare.
A questo si somma un organico di Polizia penitenziaria insufficiente rispetto alla pianta prevista e, aspetto non meno rilevante, il mancato completamento delle funzioni gerarchiche dell’istituto: una struttura di comando incompleta significa catena decisionale fragile proprio nei momenti in cui servirebbe più salda”.
Le proteste dei detenuti segnalate nel corso delle nostre visite riguardano anche la qualità del vitto, i costi praticati nel sopravvitto, la rigidità del regolamento regionale sulla ricezione di generi alimentari confezionati dall’esterno. Sono questioni che possono apparire minori a chi guarda da fuori, ma che nella vita quotidiana della detenzione pesano moltissimo e che, se lasciate irrisolte, alimentano una tensione destinata a esplodere in altre forme.
“Non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma dell’esito prevedibile di anni di manutenzione rinviata, di carenze di personale mai colmate e di questioni gestionali affrontate con provvedimenti tampone. Quando per fronteggiare un’emergenza occorre spostare agenti da altri istituti, il problema non è più locale ma di sistema”- aggiunge Nicita che ha inoltre invitato il sottosegretario Balboni a visitare al più presto la struttura.
Con l’interrogazione chiede al Governo di riferire sui dati aggiornati relativi a presenze, capienza e organici, sui tempi per il completamento delle funzioni gerarchiche dell’istituto, sullo stato degli interventi di manutenzione straordinaria, sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica e sulle misure che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria intende assumere sulla qualità del vitto e sui criteri del sopravvitto, in raccordo con la Regione per quanto attiene alla disciplina sull’ingresso dei generi alimentari.
All’indomani dell’ennesima rivolta interviene anche il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso che esprime la mia solidarietà agli agenti coinvolti negli episodi auspicando che nessuno di loro abbia riportato conseguenze.
“Non siamo di fronte a un episodio isolato – sottolinea – ma all’ennesima situazione di forte tensione che coinvolge il carcere di Cavadonna. Dietro ogni emergenza ci sono uomini e donne della Polizia penitenziaria che svolgono il proprio lavoro in condizioni difficili, spesso con organici insufficienti e dovendo fronteggiare situazioni che possono degenerare in pochi istanti».
Per il deputato regionale “è necessario stare vicini alla Polizia penitenziaria e dare un segnale concreto di attenzione a chi ogni giorno garantisce la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Gli agenti non possono essere lasciati soli a gestire situazioni di questo tipo”.
“Mi auguro che vengano individuate e adottate al più presto le giuste misure per affrontare una situazione che non può più essere sottovalutata – conclude Gennuso –. In particolare, auspico che l’aumento delle unità della Polizia penitenziaria possa avvenire in tempi rapidi. Rafforzare gli organici significa mettere gli agenti nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con maggiore sicurezza ed efficacia”.
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