Sulla vicenda giudiziaria che sta terremotando il comune di Siracusa, interviene l’ex sindaco Giancarlo Garozzo, componente dell’Esecutivo regionale di Italia Viva – Casa Riformista con delega Legalità e Giustizia.
Alla luce delle gravi ipotesi corruttive emerse, Garozzo ritiene “del tutto inaccettabile che il Sindaco liquidi la richiesta di trasparenza con pochi secondi di video sui social, nei quali nei fatti non chiarisce nulla”.
L’ex sindaco definisce i fatti contestati “di una gravità inaudita” che “stanno destando profondo sgomento e sdegno nell’intera cittadinanza”.
Garozzo fu eletto sindaco di Siracusa nel 2013, sostenuto da una coalizione di sinistra, sconfiggendo al ballottaggio con il 53,30% delle preferenze il compianto avvocato Paolo Ezechia Reale.
Durante il suo mandato, concluso nel 2018, nominò vicesindaco proprio Francesco Italia, che gli sarebbe poi succeduto nella carica di sindaco.
Il giudizio di Garozzo sulle vicende legate all’operazione Nexus e a quanto sta venendo fuori riguardo l’ordinanza del Gip del Tribunale di Siracusa che ha disposto provvedimenti cautelari a carico della vice presidente del Consiglio comunale Cetti Carbone e di altre 8 persone, è piuttosto duro.
“Se il Sindaco era a conoscenza di quanto accadeva, ha evidentemente sottovalutato con gravissima colpa la situazione.
Se non sapeva, la situazione è se possibile ancora più grave, poiché le contestazioni riguardano una figura che ha sempre goduto della sua massima fiducia ed è da sempre inserita nel suo strettissimo ‘cerchio magico’, nominata da lui all’epoca dei fatti contestati”.
Garozzo alle elezioni politiche del 2022 era stato candidato al Senato nel Collegio Plurinominale Sicilia – P01, con la lista Azione – Italia Viva – Calenda, in seconda posizione.
Nel Collegio fu eletto il leader di Azione Carlo Calenda, che optò per il seggio siciliano.
Il sindaco Italia è uno dei fondatori di Azione di cui oggi è Commissario regionale, ed è molto vicino al leader Calenda.
Il giudizio politico dell’ex sindaco sul suo successore è impietoso.
“Come già ribadito in altre occasioni, la totale inadeguatezza della gestione amministrativa si manifesta oggi con sconcertante evidenza.
Il Comune di Siracusa, che all’epoca dello scoppio del “Sistema Siracusa” veniva additato come un baluardo di legalità, appare oggi agli occhi della città, ed emerge dai quadri delineati dagli investigatori, come un contesto contiguo a clientele e affari, utilizzato persino come ‘bancomat’ in campagna elettorale”.
Quindi la richiesta a Italia di affrontare la città in un’assemblea pubblica.
“A questo punto non sono più ammessi rinvii o frasi di circostanza.
Chiediamo che il Sindaco affronti la cittadinanza e le forze politiche con un chiarimento onesto, dettagliato e convincente nelle sedi istituzionali o pubbliche scelga lui dove: in Consiglio Comunale, in una conferenza stampa aperta o in un’assemblea pubblica.
Se non è in grado di fornire risposte adeguate a questo grave strappo etico, tragga le dovute conseguenze: rassegni immediatamente le dimissioni e restituisca la parola ai cittadini siracusani, ormai esausti da una cattiva gestione della cosa pubblica sotto ogni punto di vista”.
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