Il giorno dopo il passaggio del ciclone Harry che ha lasciato devastazione lungo la costa della Sicilia orientale, compreso nel siracusano, si fa la conta dei danni, ingenti, a territori, infrastrutture e al tessuto economico-produttivo dell’Isola.
E arrivano numerosi i messaggi di solidarietà e gli appelli alla dichiarazione immediata dello stato di emergenza per aiutare le imprese costiere, agricole, turistiche e tutti i settori adesso in ginocchio a rialzarsi.
Per questo Cna Siracusa si mette sin da subito a disposizione degli associati e di tutte le imprese del territorio per fornire supporto e assistenza invitandoli colpiti a contattare gli uffici dell’associazione per ricevere assistenza nella ricognizione dei danni e nell’accesso agli strumenti di sostegno che verranno attivati.
“Attiveremo tutti gli strumenti a nostra disposizione, a partire dai fondi della bilateralità, per alleggerire il carico dei danni e accompagnare le imprese nella difficile fase della ripresa,- dichiarano la presidente Rosanna Magnano e il segretario Gianpaolo Miceli- Serve un piano straordinario di interventi che preveda indennizzi rapidi, sospensioni fiscali e contributive, accesso agevolato al credito e tutte le misure necessarie per evitare che questa calamità si trasformi in un ulteriore colpo mortale per un’economia già provata”.
I parlamentari di Forza Italia Bernardette Grasso, Alessandro De Leo, Nicola D’Agostino, Riccardo Gennuso e Salvo Tomarchio, eletti nelle province di Catania, Messina e Siracusa ricordano che “grazie all’azione di allerta e prevenzione della Protezione civile regionale in sinergia con i Comuni, non vi sono state vittime ed è stato possibile evitare drammi anche peggiori, ma è sotto gli occhi di tutti che vi sono danni incalcolabili alle infrastrutture primarie e secondarie, così come alle attività economiche ed alle abitazioni private.
Per questo chiediamo al Governo regionale, certi dell’attenzione e della sensibilità del presidente Schifani, sia di prevedere immediati interventi economici per far fronte alle situazioni di maggiore emergenza, sia di farsi portavoce con il Governo nazionale perché venga dichiarato lo stato di calamità e siano previsti interventi urgenti per il ripristino della funzionalità delle infrastrutture danneggiate e interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese colpite”.
Il deputato regionale Carlo Auteri si dice pronto ad aiutare imprese e concittadini portando avanti le istanze di chi ha visto il proprio lavoro messo a rischio, in particolare per le aziende agricole, ittiche e quelle che, a causa dell’alluvione e degli smottamenti, si trovano in una situazione di grave difficoltà.
“Sarò al fianco delle persone sfollate e in stretto contatto con le istituzioni – sottolinea – per garantire che ogni risorsa venga destinata a chi ha bisogno. La protezione civile, i sindaci e tutti gli enti coinvolti stanno già facendo un lavoro straordinario, ma è essenziale che anche a livello regionale vengano avviati interventi rapidi e concreti per supportare le famiglie e le imprese, soprattutto quelle che non possono fermarsi. La nostra terra ha sempre saputo rialzarsi dopo le difficoltà, e sono sicuro che, uniti, anche questa volta ce la faremo.”
L’appello del senatore siracusano Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo Pd di Palazzo Madama, insieme agli amministratori locali e alle associazioni di categoria è al Governo affinché venga dichiarato lo stato di calamità naturale.
“Gli interventi urgenti riguardano infrastrutture viarie e portuali, sostegno alla pesca, risarcimenti per turismo e commercio, misure anti-dissesto idrogeologico. Grande attenzione anche per le isole minori dove l’isolamento amplifica l’emergenza economica”.
Il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, Luca Cannata dichiara che “il Governo è presente e sosterrà i territori che hanno subito danni come annunciato.
“Il Ministro Nello Musumeci e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, si recheranno nelle aree colpite per individuare, insieme alla Regione le azioni necessarie al superamento dell’emergenza – conclude -. Continuerò a seguire la situazione con la massima attenzione, restando in costante contatto con le istituzioni e con il territorio, sostenendo la messa in campo sia delle adeguate risorse sia di procedure amministrative straordinarie e rapide, necessarie per affrontare l’emergenza e avviare tempestivamente la fase di ripristino”.
A ringraziare il prefetto di Siracusa per il lavoro svolto e per avere attivato il Ccs, le forze di Protezione civile e i volontari per il lavoro svolto e per quello che ancora oggi stanno facendo per le comunità colpite è Tiziano Spada, deputato regionale del Partito Democratico e sindaco di Solarino che chiede alla Regione siciliana di schierarsi al fianco dei comuni e degli imprenditori che hanno subito danni dal maltempo.
“Il Governo Regionale e gli assessorati competenti devono dimostrare di avere la giusta sensibilità e dare un importante supporto dal punto di vista economico ai comuni siciliani, alle famiglie e agli imprenditori per ripristinare quanto perso a causa del ciclone. Mi batterò in Assemblea regionale Siciliana affinché venga riconosciuto loro il giusto sostegno” – dice
Un punto di vista diverso è quello che arriva dal presidente di Natura Sicula Fabio Morreale.
“Non si possono ignorare le devastazioni nelle zone balneari. –dice- Tendiamo a interpretarli come attacchi del mare alle opere umane; in realtà, sono i momenti in cui la natura reclama ciò che le è stato sottratto. Il litorale, da Asparano a Ognina, appare oggi come un teatro di guerra: recinzioni abbattute, asfalto divelto e detriti che invadono le carreggiate. Scene identiche si ripetono alla Fanusa, all’Arenella e a Fontane Bianche. Il filo conduttore è ovunque lo stesso: l’eccessiva vicinanza delle costruzioni alla riva.
L’abusivismo edilizio ha un costo che la forza del mare, prima o poi, presenta a chiunque, senza distinzioni di ceto o privilegi. La speranza è che la ricostruzione avvenga nel rispetto delle fasce di tutela, arretrando le proprietà laddove possibile. Tuttavia, il timore è che prevalga ancora una volta l’attaccamento alla “roba”, spingendo a ricostruire esattamente dove il mare ha già dimostrato di voler passare”
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