L’Ati, l’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa, si costituisce nel giudizio al Tar che dovrà esprimersi sul ricorso presentato da Aretusacque Spa contro Sogesid, Commissario Unico per la Depurazione e Presidenza del Consiglio dei Ministri, sul bando di gara per la realizzazione del depuratore di Augusta.
Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell’Ati, che ha approvato all’unanimità la proposta del presidente Francesco Italia, nella seduta dello scorso 3 febbraio, alla quale erano presenti 3 dei sei sindaci che lo compongono oltre al presidente.
La decisione dell’Ati è dovuta alla constatazione che nella memoria presentata dal Commissario Fatuzzo l’ente sarebbe chiamato in causa.
“Il Presidente fa presente che, in un primo momento, essendo stato il ricorso rivolto verso Sogesid spa, il Commissario Unico per la Depurazione e la Presidenza del Consiglio dei ministri ‘notiziandone’, questa ATI, non sembrava necessaria la costituzione in giudizio.
Tuttavia, poiché, per scrupolo l’Ufficio avendo richiesto l’accesso temporaneo al fascicolo presso il TAR Catania e avendo potuto constatare che, nelle proprie memorie il Commissario Unico per la Depurazione, adombrava alcune responsabilità dell’ATI, che certamente non vi sono.
Tuttavia, di fronte a tali affermazioni non si può rimanere inerti, e pertanto propone di affidare la difesa al Prof. Cariola che segue ed ha seguito l’ATI per le vicende legate ai ricorsi contro la procedura di gara.
Peraltro, è opportuno che, fermo l’incarico al Prof. Cariola, per esigenze organizzative la procura venga conferita congiuntamente anche all’Avv. Cinzia Blanco”.
Quella di costituirsi nel giudizio sarebbe pertanto di una scelta quasi obbligata per difendere l’operato dell’ente.
Aretusacque spa e Acea Siracusa srl, hanno impugnato al Tar di Catania il bando di gara pubblicato da Sogesid spa, il 23 ottobre 2025, che riguarda l’affidamento dell’appalto dei lavori finalizzati agli interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta.
Secondo la società pubblica e partner privato, a cui è stata affidata la gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa, essendo l’impianto inserito nel Piano d’Ambito, rientra tra le opere la cui realizzazione è competenza della società di gestione del servizio integrato.
Il bando sarebbe pertanto illegittimo e la società, dopo aver diffidato ripetutamente il committente a ritirare il bando, ne ha chiesto l’annullamento.
Nell’udienza del 4 dicembre, il giudice amministrativo ha respinto la richiesta di sospensiva delle due aziende, ritenendo che le esigenze cautelari dei ricorrenti siano suscettibili di adeguata tutela con la sollecita definizione del giudizio nel merito.
La Quarta Sezione del Tar di Catania ha quindi fissato la trattazione nel merito del ricorso l’udienza pubblica del 26 febbraio, tra 10 giorni.
In un articolo pubblicato oggi su La Sicilia, Massimiliano Torneo riporta quanto dichiarato due mesi fa al giornale dal Commissario Fabio Fatuzzo che si era detto perplesso sul ribasso del 4,50% con il quale è stata affidata la gara per il servizio idrico integrato di Siracusa: “quello che avviene ogni giorno in ogni gara, è che negli interventi i lavori vengono affidati con un abbattimento pari a percentuali alte più del doppio”.
Risentito nei giorni scorsi dal quotidiano catanese, il commissario unico per la Depurazione Fatuzzo avrebbe confermato le sue perplessità sull’operato dell’Ati.
“Noi abbiamo contestato all’Ati il fatto che abbia inserito, nel Piano d’ambito, un lavoro che era già di competenza del Commissario, dov’era già stato affidato il servizio di progettazione e tutto il resto.
Per noi ha commesso un errore”.
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