I consiglieri Massimo Milazzo, Sara Zappulla, Angelo Greco, del gruppo del Pd nel consiglio comunale di Siracusa, hanno depositato una richiesta di trattazione urgente di una mozione di censura, ovvero di sfiducia, a carico del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, riguardo gli sviluppi dell’operazione Nexus.
Il riferimento è agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura Europea di Palermo, che mercoledì 14 ottobre ha portato all’applicazione di misure cautelari personali a carico della vicepresidente del Consiglio comunale Cetti Carbone, di un carabiniere e di altre 7 persone del mondo dell’imprenditoria locale, che getta un quadro inquietante sulla gestione degli appalti pubblici del comune di Siracusa.
I consiglieri Pd firmatari della mozione, ribadiscono come l’indagine sia da verificare nelle competenti sedi giudiziarie e che per tutti gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva.
“Desta, però, grande preoccupazione apprendere che l’indagine riguarda una consigliera comunale e consigliera provinciale da sempre vicinissima al sindaco Francesco Italia e da sempre sua persona di fiducia.
Così come desta profonda preoccupazione apprendere che viene delineato un quadro secondo il quale accanto a questa consigliera comunale di maggioranza e al gruppo imprenditoriale che a lei faceva riferimento vi sarebbero altri consiglieri comunali e amministratori ai quali farebbero riferimento altri gruppi imprenditoriali che avrebbero gestito affidamenti ed appalti del comune di Siracusa”.
Per i tre consiglieri, desta inoltre sconcerto apprendere che dalle pagine dell’inchiesta emerge che stretti collaboratori del sindaco Francesco Italia, pur non ricoprendo incarichi politici, si stessero organizzando per ‘entrare in politica’ e preparare una lista per le elezioni amministrative al solo fine di avere voce in capitolo nella gestione degli appalti pubblici.
Milazzo, Greco e Zappulla, nella mozione, tengono a distinguere il binario dell’inchiesta giudiziaria da quello amministrativo e politico.
“Su questo secondo binario è doveroso censurare sin da adesso il sindaco Francesco Italia per non avere avvertito il dovere istituzionale di rassicurare immediatamente la città sul fatto che avrebbe aperto tutti gli armadi del comune e fatto chiarezza, verificando e comunicando all’opinione pubblica se le pratiche al centro dell’inchiesta presentino o meno delle inadempienze e delle irregolarità dal punto di vista amministrativo, verificando e comunicando all’opinione pubblica se e cosa non ha funzionato nelle procedure anti corruzione, verificando e comunicando all’opinione pubblica quali sono gli appalti e gli affidamenti dati dal Comune di Siracusa ai gruppi imprenditoriali citati nell’inchiesta.
Tutto questo il sindaco non ha fatto e ha nuociuto non poco all’immagine di Siracusa e all’affidamento dei cittadini verso l’istituzione”.
La richiesta è di trattare la mozione di censura già nella seduta di consiglio comunale di giovedì prossimo.
“Alla superiore censura, i consiglieri Milazzo, Zappulla, Greco accompagnano la formale richiesta che il sindaco Francesco Italia partecipi alla seduta e riferisca ampiamente sugli aspetti amministrativi e politici della vicenda; giustifichi la sua responsabilità politica per avere scelto quali partner politici e addirittura avere nominato nella giunta municipale soggetti che anziché occuparsi del bene comune e di affrontare i tanti problemi dei siracusani avevano frizioni tra loro riguardo la gestione di appalti di opere e servizi del comune di Siracusa; proceda altresì all’immediato azzeramento della giunta municipale.
Con la precisazione che senza esaurienti e comprovate giustificazioni da parte del sindaco Francesco Italia e senza l’azzeramento della giunta, la presente vale quale formale mozione di sfiducia a suo carico”.
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