A seguito del ciclone Harry, il tratto costiero dell’Arenella ha subito gravi danneggiamenti strutturali che hanno compromesso o distrutto numerose discese al mare storicamente utilizzate dalla collettività.
Attualmente, ampi tratti del litorale risultano privi di accessi sicuri alla battigia. Le precedenti discese sono crollate o completamente asportate, in diversi punti si registrano dislivelli significativi tra piano stradale e mare, il terreno presenta condizioni di instabilità e non esistono percorsi alternativi accessibili, come segnala l’associazione Pro Arenella.
La situazione comporta conseguenze rilevanti per cittadini e visitatori: impossibilità o estrema pericolosità di accesso al mare, esclusione delle persone con mobilità ridotta, difficoltà per anziani e famiglie con bambini, rischio concreto di cadute e incidenti.
Le aree attualmente non accessibili includono, tra le altre, zona Golfetto, Costa del Sole, le piattaforme ed ex Lido Polizia.
Il lido del mare è un bene appartenente al demanio pubblico, destinato per sua natura alla fruizione collettiva. L’impossibilità di accesso determina una sostanziale compressione del diritto all’uso pubblico del bene, con possibili ricadute sotto il profilo della sicurezza, della responsabilità e dell’accessibilità universale.
In vista dell’imminente stagione balneare 2026, l’associazione ha formalmente richiesto alle amministrazioni competenti, l’attivazione immediata di un’istruttoria tecnica con sopralluogo congiunto, l’individuazione del responsabile del procedimento, l’adozione urgente di misure per il ripristino della fruibilità pubblica del litorale, la comunicazione formale delle decisioni assunte.
L’ associazione propone un piano di intervento articolato in due fasi:
Interventi urgenti e provvisori (amovibili): installazione di scale prefabbricate in acciaio zincato anticorrosione, passerelle modulari antiscivolo, rampe accessibili, strutture leggere a basso impatto paesaggistico.
Interventi strutturali successivi: progettazione di accessi integrati nel contesto paesaggistico, consolidamento dei punti di appoggio, installazione di corrimano e parapetti, utilizzo di materiali compatibili con l’ambiente costiero.
“L’accesso al mare – sottolinea l’associazione – non è un privilegio ma un diritto collettivo. È necessario intervenire con urgenza per garantire sicurezza, inclusione e tutela del territorio, evitando anche ricadute negative sul piano economico e turistico.”
L’istanza presentata non costituisce una semplice segnalazione, ma una formale richiesta di attivazione dei poteri amministrativi previsti dalla normativa vigente, al fine di assicurare la tutela del bene demaniale marittimo e la piena accessibilità alla costa dell’Arenella.
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