Dopo il via libera del Ministero delle Infrastrutture al piano di privatizzare della società che gestisce gli aeroporti di Catania e di Comiso, la Sac, è polemica sul ruolo del Libero Consorzio di Siracusa.
Ad avviare il piano che prevede la privatizzazione della società, che potrebbe essere acquisita dal fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti Adq, è stata l’assemblea dei soci.
La Sac è una società pubblica composta da 6 enti soci: la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia proprietaria del 60,64% sul Capitale Sociale, il Sindaco della Città Metropolitana di Catania proprietario del 12,13%, come l’IRSAP di Palermo e il Libero consorzio Comunale di Siracusa, il Comune di Catania per il 2,02% e il Comune di Comiso per lo 0,96%.
Ad accendere la polemica è stato il sindaco di Priolo Pippo Gianni, che ha accusato il Libero Consorzio di non aver compiuto nessun atto concreto per tutelare la provincia di Siracusa.
Gianni ha inviato una lettera aperta al presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa, ai sindaci dei comuni della provincia, ai deputati regionali e nazionali e al presidente della Regione Schifani, nella quale parla di violazione dello statuto della Sac e definisce il piano approvato dal Mit, un “furto con destrezza”.
Per Gianni è inaccettabile il silenzio del governo di fronte all’acquisizione di un’infrastruttura strategica nazionale da parte di un governo estero e chiede l’attivazione della normativa sul Golden Power.
La risposta del presidente del Libero Consorzio non si è fatta attendere.
Giansiracusa ha respinto le accuse di Gianni e ha sottolineato come il processo complessivo di privatizzazione della Sac sia stato avviato prima dell’insediamento del Consiglio del Libero consorzio e fa sapere l’ente ha già avviato ogni attività di acquisizione di ulteriore documentazione.
La risposta assume toni polemici.
La risposta assume toni polemici.
“Non è la nostra amministrazione a dover prendere lezioni di trasparenza.
Non accettiamo richiami da chi, negli anni, ha avuto responsabilità politiche e di governo mentre i Liberi Consorzi venivano svuotati, commissariati e lasciati in una condizione di paralisi per oltre tredici anni.
Oggi si invoca trasparenza e partecipazione su un processo che non è stato neppure ancora definito, ma si dimentica il silenzio assordante che ha accompagnato scelte ben più gravi che hanno indebolito strutturalmente questi enti e tutto il nostro territorio”.
“Parlare oggi di silenzio o di inerzia è quindi semplicemente strumentale.
La fase decisionale deve ancora aprirsi e, quando ciò avverrà, sarà affrontata nelle sedi competenti:
innanzitutto dal Consiglio del Libero Consorzio, unico organo titolato ad assumere le determinazioni, e attraverso un percorso di confronto con tutti gli attori istituzionali e i portatori di interesse.
Non esiste, né esisterà, alcuna decisione calata dall’alto”.
Giansiracusa ribadisce che il Libero Consorzio non ha assunto alcuna decisione sulla cessione delle proprie quote e che ogni scelta sarà compiuta in modo trasparente e nelle sedi legittime.
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