In Sicilia, in vista delle amministrative di maggio, si professa l’unità negli schieramenti per poi dividersi con ogni pretesto.
Ma il dato nuovo sembra essere la guerra dei simboli, scoppiata nelle ultime settimane a dimostrazione della distanza ormai abissale che c’è ormai tra le leadership dei partiti e chi li vive e li rappresenta nei territori, che rende difficile il governo delle organizzazioni complesse unite da visioni condivise.
A Enna il Partito democratico ha negato al suo uomo più rappresentativo, Mirello Crisafulli, di utilizzare il simbolo del suo partito, ad Augusta una strana e poco comprensibile decisione dei vertici nazionali di Fratelli d’Italia ha vietato l’uso del simbolo alle elezioni in cui è candidato il l’uscente Giuseppe Di Mare, uomo di punta del partito in provincia e che tutti i pronostici danno per sicuro vincente.
Ora scoppia il caso di Agrigento, dove il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte ha vietato l’uso del simbolo al gruppo della città che sosterrà la candidatura a sindaco di Michele Sodano, di Controcorrente.
La candidatura di Sodano aveva messo da tempo insieme tutti i partiti del campo largo.
A sostenerlo sono infatti Pd, Avs, M5s, Controcorrente e Casa Riformista.
Michele Sodano, 38 anni il prossimo giugno, è un ex parlamentare del Movimento 5 stelle, eletto alla Camera nel 2018, quando il movimento era saldamente nelle mani di Beppe Grillo e di Giuseppe Conte non c’era traccia nel mondo politico.
Sappiamo come è andata dopo, con Conte che diventa presidente del Consiglio, autodefinendosi ‘l’avvocato del popolo’, nel governo con la Lega di Salvini, e che resta a capo del governo, stavolta con il centrosinistra, anche dopo il ribaltone dell’anno dopo fino alla sua sostituzione con Mario Draghi nel 2021.
In quell’occasione Sodano appoggiò il nuovo governo e fu espulso dal movimento, per seguire prima l’associazione fondata da Alessandro Di Battista e, un anno fa, il movimento di Ismaele La Vardera.
Questo basta, nonostante le dichiarazioni di stima di Sodano nei riguardi di Conte, che nel frattempo ha scalato il M5s fino a diventarne il capo assoluto, a impedire che il simbolo del movimento possa essere usato a sostegno del candidato sindaco.
I candidati del movimento convergeranno quindi in una lista civica e dovranno ristampare i santini elettorali che già erano distribuiti in città con il simbolo del M5s.
Ma ad Agrigento il Kaos non è più solo la contrada di Villaseta dove si trova la casa in cui Pirandello trascorse la sua infanzia e l’adolescenza.
Il caos, stavolta quello con la ‘c’, regna anche nel centrodestra, che si presenta diviso dopo aver solennemente annunciato, qualche giorno fa, di avere trovato la candidatura unitaria.
I segretari, coordinatori o commissari, regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Mpa–Grande Sicilia e Udc avevano infatti ufficializzato la candidatura dell’avvocato Dino Alonge.
“Si tratta di una convergenza tra queste quattro forze politiche, che hanno individuato in Alonge una figura espressione del mondo delle professioni, che si è speso nel sociale, capace di rappresentare una proposta credibile per il governo della città. Avvocato e professionista stimato nel territorio, Alonge viene indicato come punto di equilibrio tra competenza e radicamento locale.
L’obiettivo è quello di dare vita a un’iniziativa amministrativa inclusiva, capace di aggregare ulteriori energie e competenze attorno a un programma di rilancio della città. Con questa scelta, FdI, FI, Mpa–Grande Sicilia e Udc avviano dunque il loro percorso elettorale, puntando su una candidatura condivisa e su un’apertura al confronto”.
Apertura che però non è stata raccolta da Lega e Democrazia cristiana che appena due giorni dopo, assieme ad altre forze civiche, hanno annunciato la candidatura dell’ex assessore regionale Luigi Gentile.
“Abbiamo scelto un profilo di spessore per dare una chance agli agrigentini e potere scegliere un primo cittadino in grado di amministrare bene la città. È una candidatura che non vuole avere un perimetro, ma anzi rappresenta un’opzione aperta a tutti. Quanti vorranno un confronto sereno potranno trovare ascolto per ampliare la piattaforma elettorale che sosterrà Luigi Gentile”.
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