In un tempo segnato da conflitti e divisioni, la scuola torna a essere luogo di memoria e presidio di pace. All’Istituto superiore “Gaetano Arangio Ruiz” si è svolta una mattinata di riflessione in occasione della Giornata dei Giusti dell’Umanità, ricorrenza istituita nel 2017 per ricordare chi, in ogni parte del mondo, ha difeso la dignità umana opponendosi a totalitarismi, violenze e persecuzioni.
L’edizione 2026 dell’iniziativa ha posto al centro il tema “Donne per la pace”, accendendo i riflettori su figure femminili che hanno trasformato il dolore e i conflitti in impegno civile e politico.
Durante l’incontro, curato dalle docenti Rosa Anna Bellistri e Anna Borgese, sono state presentate agli studenti tre testimonianze emblematiche del nostro tempo: Vivian Silver, attivista israeliana impegnata per anni nel dialogo tra popoli e uccisa negli attacchi del 7 ottobre; Reem Al-Hajajreh, fondatrice dell’organizzazione palestinese Women of the Sun, attiva nella promozione della cooperazione tra donne israeliane e palestinesi; e Aleksandra “Sasha” Skochilenko, artista russa incarcerata per la sua opposizione alla guerra in Ucraina.
Tre biografie diverse, unite però da un unico filo conduttore: la scelta di resistere alla violenza e all’ingiustizia anche a costo della propria libertà o della vita.
Il momento centrale della mattinata ha coinvolto tutte le classi prime riunite nell’aula magna dell’istituto, dove gli studenti hanno approfondito il valore dell’impegno individuale e della responsabilità civile.
La celebrazione è poi proseguita all’esterno con un gesto simbolico ma carico di significato: la messa a dimora di una nuova pianta nel Giardino dei Giusti del Ruiz.
Questo spazio verde rappresenta molto più di un semplice elemento decorativo della scuola: è un monumento vivo che custodisce il ricordo di chi, nei momenti più bui della storia, ha scelto di stare dalla parte dell’umanità.
«Educare alla responsabilità e alla pace è un dovere civile», è il messaggio emerso durante la cerimonia. «La memoria dei Giusti non deve restare una data sul calendario, ma diventare una bussola per le nuove generazioni».
L’iniziativa si è conclusa con l’impegno condiviso da studenti e docenti a proseguire il percorso di sensibilizzazione sui diritti umani, affinché l’esempio di figure come Silver, Al-Hajajreh e Skochilenko possa tradursi in gesti concreti di cittadinanza attiva nella vita quotidiana.
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