
Una madre chiede che venga fatta piena luce sulle condizioni che hanno portato la figlia undicenne, Benedetta Spinali, a sviluppare un diabete mellito di tipo 1 dopo la somministrazione del vaccino contro il papillomavirus umano (Hpv).
La vicenda è stata segnalata all’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) come sospetta reazione avversa e adesso sarà oggetto degli accertamenti previsti dalla rete nazionale di farmacovigilanza.
La madre della bambina, Maria Rosa Giardina, profondamente provata da quanto accaduto, ha deciso insieme ai propri legali di intraprendere tutte le iniziative necessarie per chiarire eventuali responsabilità e verificare se possa esistere un collegamento tra la vaccinazione, effettuata il 18 marzo scorso, e l’insorgenza della patologia.
“Non mi fermerò finché non sarà fatta chiarezza – afferma la donna –. Chiedo giustizia per mia figlia e per tutte le famiglie che potrebbero trovarsi nella nostra stessa situazione”.
Secondo quanto riferito dai familiari, sarebbe stato il padre della minore a incoraggiare la vaccinazione. Oggi, raccontano i parenti, l’uomo vivrebbe con profondo dolore quanto accaduto alla figlia. “È distrutto dal senso di colpa – riferisce la madre – e soffre nel vedere Benedetta affrontare questa malattia”.
Dalla documentazione sanitaria emerge che la ragazzina è stata ricoverata nell’Uoc di Pediatria di Lentini con diagnosi di “esordio di diabete mellito di tipo 1 con chetoacidosi”. Nella relazione clinica viene inoltre specificato che, “in relazione al quadro clinico osservato, è stata effettuata segnalazione di sospetta reazione avversa a vaccino anti-papillomavirus (Hpv) tramite la rete nazionale di farmacovigilanza dell’Aifa”.
La struttura sanitaria chiarisce tuttavia che la segnalazione rappresenta una procedura prevista ai fini del monitoraggio della sicurezza dei vaccini e dei farmaci, in presenza di una correlazione temporale riferita dalla famiglia, ma che tale circostanza non costituisce prova scientifica di un rapporto diretto di causa-effetto.
La madre della bambina ha inoltre presentato una dichiarazione formale per contestare alcuni passaggi contenuti nel verbale del pronto soccorso relativo al ricovero del 29 aprile. Secondo Giardina, nel documento sarebbe stato riportato esclusivamente che la paziente era stata inviata “con richiesta del curante per sospetta chetonuria e glicosuria, poliuria”, senza menzionare quanto lei sostiene di avere comunicato ai sanitari.
“Ho riferito ai medici che mia figlia aveva iniziato a stare male pochi giorni dopo il vaccino contro il papilloma virus”, sostiene la donna, che ritiene questo elemento fondamentale nella ricostruzione della vicenda.
Nella rettifica depositata dalla madre viene inoltre evidenziato che Benedetta avrebbe manifestato i primi sintomi già nei giorni successivi alla vaccinazione, sia a casa che a scuola. Tra i disturbi segnalati figurano episodi di svenimento, forte stanchezza, sete intensa, fame continua e frequente necessità di urinare. Condizioni che, secondo il racconto della famiglia, sarebbero progressivamente peggiorate fino a rendere necessario il ricovero ospedaliero.
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