L’adesione del sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, alla Lega e la sua nomina a commissario provinciale del partito guidato da Matteo Salvini accendono lo scontro politico in città.
A intervenire con una nota congiunta sono il segretario cittadino del Partito Democratico, Fiorindo Passanisi, e Giancarlo Triberio, esponente della segreteria provinciale del Pd di Siracusa, che contestano duramente la scelta del primo cittadino, sollevando interrogativi sulla coerenza politica dell’operazione e sul rispetto del mandato ricevuto dagli elettori.
Al centro della presa di posizione c’è il rapporto tra il consenso ottenuto da Di Mare alle elezioni amministrative e la sua successiva collocazione politica.
Secondo Passanisi, il sindaco avrebbe conquistato la fiducia degli augustani alla guida di una coalizione a prevalenza civica, mentre oggi rivendicherebbe di non essersi mai considerato civico.
«Le liste che lo hanno sostenuto dicano se condividono questa scelta e se i cittadini conoscevano questa prospettiva quando hanno votato», afferma il segretario cittadino del Pd, che definisce l’adesione alla Lega un «tradimento politico della fiducia ricevuta».
Passanisi ricostruisce anche il percorso politico del sindaco, ricordando il mancato sostegno di Fratelli d’Italia, che nell’aprile scorso gli avrebbe negato il simbolo in occasione delle elezioni comunali.
Da qui l’approdo alla Lega e l’assunzione della guida provinciale del partito, mentre sarebbe stato annunciato anche un futuro incarico regionale.
Per il Pd, la questione non riguarda soltanto il cambio di appartenenza politica, ma soprattutto le ricadute concrete per Augusta. «Gli incarichi per Di Mare sono già stati annunciati. Quali impegni concreti ha ottenuto per la città sul porto, sul lavoro, sulle bonifiche e sulle infrastrutture?», domanda Passanisi.
Da qui la richiesta formale che il sindaco riferisca in una seduta pubblica del Consiglio comunale sulle ragioni della sua adesione alla Lega e sulle possibili conseguenze per gli equilibri della maggioranza e per il governo della città.
«La conferenza stampa l’ha fatta con la Lega. Le risposte le deve ad Augusta», conclude il segretario cittadino.
Sulla stessa linea l’intervento di Giancarlo Triberio, che allarga la contestazione al rapporto tra la nuova collocazione politica del sindaco e gli interessi della Sicilia.
L’esponente della segreteria provinciale del Pd parla di «trasformismo politico e ricerca di un posto al sole», accusando Di Mare di aver cambiato appartenenza politica senza tenere adeguatamente conto della comunità che gli ha accordato la propria fiducia.
Triberio punta inoltre il dito contro le politiche nazionali della Lega, richiamando in particolare la vicenda dei fondi destinati alla Sicilia e successivamente dirottati sul progetto del Ponte sullo Stretto.
Nel mirino anche l’autonomia differenziata e i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), temi sui quali, secondo il rappresentante dem, restano ancora irrisolti gli storici divari tra Nord e Sud.
«Riteniamo quanto meno inaccettabile che il consenso ricevuto dai cittadini di Augusta che hanno votato Di Mare oggi venga messo a disposizione di Salvini per rafforzare un progetto politico che ha negli anni lavorato contro il Sud», sostiene Triberio.
La critica del Partito democratico, dunque, non si limita alla scelta del sindaco di aderire a un nuovo partito, ma investe anche la coerenza tra questa decisione e gli interessi del territorio.
«Il sindaco ha certamente libertà di cambiare partito, ma non può dimenticare che il consenso ricevuto appartiene ai cittadini e non è una dote personale da trasferire secondo le convenienze», sottolinea Triberio.
La nota si chiude con una provocazione politica rivolta direttamente al primo cittadino: «Da domani, dunque, al Comune di Augusta sventolerà la bandiera di Pontida? Ci auguriamo almeno che, insieme alla nuova bandiera, non vengano dimenticati gli interessi di Augusta e della Sicilia».
Il Pd chiede quindi a Di Mare di chiarire pubblicamente le ragioni della nuova scelta politica e, soprattutto, di spiegare quali benefici concreti potranno derivarne per la città.
Una richiesta che sposta il confronto dal piano delle appartenenze partitiche a quello delle responsabilità amministrative e degli impegni assunti nei confronti della comunità augustana.
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