La richiesta di fermare il progetto della nuova discarica per rifiuti speciali e pericolosi in contrada Marcellino torna al centro del dibattito cittadino.
Questa mattina, piazza Duomo, davanti al Palazzo di Città, ha ospitato un sit-in promosso dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi e Sinistra, con l’obiettivo di sollecitare l’Amministrazione comunale a esprimere una posizione netta contro la realizzazione dell’impianto e a rispondere alle preoccupazioni manifestate da centinaia di residenti.
Il presidio è iniziato alle 10.30, con i partecipanti che si sono radunati davanti al Municipio nella speranza di poter incontrare un rappresentante dell’Amministrazione.
Trascorso del tempo senza alcun riscontro, una delegazione ha raggiunto l’ufficio di gabinetto del sindaco per chiedere un confronto diretto.
Il primo cittadino, però, risultava fuori sede e non è stato possibile ottenere la disponibilità di altri esponenti dell’ente a ricevere i manifestanti.
Durante la mattinata si è verificato anche un breve momento di tensione con la polizia locale, intervenuta chiedendo ai partecipanti di allontanarsi dal luogo del presidio. Gli attivisti hanno scelto di restare, rivendicando il diritto di manifestare pacificamente. La situazione è poi rientrata senza ulteriori sviluppi.
I promotori hanno comunque insistito sulla necessità di aprire un dialogo con il sindaco, reiterando la richiesta di un incontro, la cui data dovrà essere definita e comunicata successivamente.
L’obiettivo, hanno ribadito, è ottenere risposte precise sulle intenzioni del Comune rispetto al progetto di contrada Marcellino e sul ruolo che l’ente intende assumere nelle prossime fasi del procedimento.
Nel corso dell’iniziativa, Giovanni Ranno, segretario cittadino di AVS, Roberta Suppo, Uccio Blanco, ex consiglieri del M5S Diego Sinnonio, portavoce del gruppo locale del M5S e Sonia Patania hanno evidenziato le ragioni della contrarietà alla discarica, richiamando l’attenzione sulle condizioni ambientali diAugusta, un territorio che da decenni affronta le conseguenze della presenza del polo industriale e le criticità connesse alle attività produttive.
A rendere più forte la richiesta di un confronto istituzionale è anche la petizione depositata al Comune il 3 agosto scorso, che ha raccolto 942 firme.
Attraverso il documento, i cittadini chiedono all’Amministrazione di revocare il parere favorevole già espresso sul progetto, di assumere un orientamento contrario nelle successive fasi dell’iter autorizzativo e di attivare tutti gli strumenti istituzionali, amministrativi e legali ritenuti utili a scongiurare la costruzione dell’impianto.
La mancata risposta alla petizione è diventata uno dei principali motivi di contestazione da parte dei promotori.
La raccolta di centinaia di adesioni, sostengono, avrebbe dovuto essere seguita da un riscontro formale e da un momento pubblico di confronto.
Da qui l’appello al sindaco affinché chiarisca quale linea il Comune intenda seguire e quali iniziative sia disposto a intraprendere per affrontare la questione.
Nel dibattito pesa la decisione assunta dall’ente in occasione della conferenza di servizi del 18 luglio 2024, quando il Comune di Augusta aveva espresso parere favorevole al progetto, subordinandolo al rispetto di alcune condizioni.
Una posizione che Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono ora di riconsiderare, alla luce delle preoccupazioni sollevate dalla comunità e della necessità di garantire la massima attenzione alle possibili conseguenze dell’opera.
Al centro della protesta ci sono soprattutto i timori legati agli eventuali effetti ambientali e sanitari di una nuova struttura destinata al trattamento e allo smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi.
Secondo i promotori, un territorio già sottoposto per lungo tempo alla pressione delle attività industriali non dovrebbe essere esposto a ulteriori elementi di criticità senza una valutazione particolarmente rigorosa delle ricadute sulla popolazione e sull’ambiente.
La mobilitazione richiama quindi le istituzioni alla responsabilità di mettere al primo posto la salute pubblica, la salvaguardia del territorio e la qualità della vita dei residenti.
Per gli organizzatori, le preoccupazioni espresse dai cittadini devono trovare spazio nelle decisioni amministrative e non possono essere considerate marginali rispetto al percorso autorizzativo.
Il messaggio rilanciato durante il sit-in riassume il senso della protesta: «Augusta ha già pagato un prezzo altissimo all’inquinamento. Non può pagare ancora». Una presa di posizione con cui i promotori chiedono al Comune di superare la fase delle interlocuzioni e di rendere pubblica una scelta chiara e inequivocabile sul futuro della discarica.
L’iniziativa di piazza Duomo si inserisce così in una mobilitazione destinata a proseguire, con l’intento di ampliare il coinvolgimento dei cittadini e ottenere dalle istituzioni un confronto concreto.
La vicenda di contrada Marcellino, nelle intenzioni di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, deve essere affrontata non soltanto attraverso gli adempimenti previsti dall’iter autorizzativo, ma anche tenendo conto delle istanze e delle preoccupazioni espresse dalla comunità augustana.
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