Nuovo colpo di scena nella vicenda della discarica di rifiuti speciali e pericolosi nel porto commerciale di Augusta.
L’autorizzazione era stata rilasciata dalla Regione a giugno del 2025, per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di 500.000 tonnellate l’anno di rifiuti non pericolosi: 3.525 tonnellate in stoccaggio simultaneo, 9.000 tonnellate l’anno di rifiuti pericolosi, 60 tonnellate in stoccaggio simultaneo.
L’autorizzazione era stata rilasciata nonostante l’assenza dei pareri di alcuni enti, tra cui Arpa Sicilia e il comune di Augusta.
Le associazioni ambientaliste erano subito insorte contro il progetto, per la vicinanza al centro urbano, da cui dista appena 600 metri, e per l’assenza di valutazioni ambientali obbligatorie, come la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per l’area protetta delle Saline di Augusta, situata a meno di 300 metri.
Dopo le proteste, anche il sindaco Di Mare aveva chiesto la revoca dell’autorizzazione, motivando l’assenza alla Conferenza di servizi.
“Il sindaco non ha mai ricevuto nessuna richiesta di convocazione alla conferenza, nella quale afferma dei servizi. L’hanno ricevuta gli uffici che non hanno partecipato, ma non per omertà”.
Il sindaco di Melilli Peppe Carta, che è presidente della commissione Ambiente all’Ars, aveva depositato un’interpellanza urgente all’assessorato regionale.
“L’autorizzazione di un impianto con una capacità di 500mila tonnellate annue di rifiuti pericolosi senza adeguate verifiche equivale a condannare ulteriormente un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute e ambiente”.
A ottobre era arrivata la revoca in autotutela da parte delle Regione.
Un provvedimento contro il quale la società proprietaria dell’impianto, Hub Cem, aveva presentato ricorso al Tar di Catania.
Il giudice amministrativo, proprio nei giorni scorsi, ha ritenuto illegittimo il comportamento dell’amministrazione regionale e fuori tempo massimo quello del Comune di Augusta.
Ora, nonostante il ripristino della validità dell’autorizzazione, è la stessa Hub Cem a comunicare la rinuncia a realizzare l’impianto.
Lo ha fatto con una nota inviata al quotidiano La Sicilia nella quale afferma “che l’attività di recupero rifiuti non è mai stata avviata e che è venuto meno l’interesse al mantenimento del relativo titolo abilitativo”.
Come scrive Luisa Santangelo, autrice dell’articolo sul quotidiano catanese, la società sottolinea che il ricorso era motivato dall’interesse ad “avere riconosciuto il proprio diritto di realizzare tale implementazione alla propria struttura e non per iniziare tale attività”.
La vicenda dovrebbe quindi essere chiusa, il condizionale è d’obbligo, visto il susseguirsi di provvedimenti e decisioni.
Iscriviti al Canale WhatsApp di Webmarte TV in modo semplice e veloce.
Clicca qui per entrare nel canale e quindi premi il pulsante in alto a destra “Iscriviti”.
Non riceverai notifiche, ma potrai consultare i nostri articoli aggiornati quando vorrai










