La Scuola di comando navale, centro di riferimento della Marina militare per la formazione degli ufficiali destinati ad assumere il primo comando di un’unità navale, celebra quest’anno il centenario della sua istituzione, avvenuta nel 1926.
La scuola nel 1951 è stata trasferita ad Augusta, dove tuttora ha sede.
Le celebrazioni sono tenute nella mattinata di oggi, nella base navale della Quarta Divisione Navale – Comforpat di Augusta.
Alla cerimonia, aperta alla cittadinanza, e agli studenti hanno preso parte autorità civili e militari. Nell’occasione è stato inaugurato, sulla banchina “Tullio Marcon”, un monumento commemorativo dedicato ai cento anni della Scuola di Comando Navale.
La giornata è stata accompagnata dall’Open day della base navale, durante il quale il pubblico ha potuto conoscere più da vicino la Marina militare attraverso stand espositivi e visite a bordo delle unità navali presenti.
Per celebrare il Centenario, inoltre, sono state messe a disposizione cartoline filateliche commemorative con relativo annullo filatelico, progettato da Antonello Forestiere, che sono state ritirate nello stand dedicato di Poste Italiane.
«È un giorno di grande festa non solo per la Marina militare e per il nostro Paese, ma soprattutto per la città di Augusta», ha detto il sindaco Giuseppe Di Mare, ricordando come i cento anni della base navale e della Scuola di comando rappresentino «un orgoglio per tutti noi augustani».
Un rapporto, quello tra Augusta e la Marina, che secondo il sindaco affonda le proprie radici nel passato ma guarda con decisione al futuro. «Questi cento anni certificano quel rapporto consolidato con la Marina militare che non guarda solo al passato e al presente, ma che è la base di un rapporto che continuerà anche nel futuro».
Di Mare ha quindi rivolto un ringraziamento agli uomini e alle donne che, nel corso di questi cento anni, hanno contribuito a rendere Augusta una delle realtà più strettamente legate alla Marina militare. «Grazie a tutti quelli che hanno preso decisioni, fatto scelte e condiviso con la città questo momento importante».
Dopo il saluto del sindaco, è intervenuto il comandante in capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Aurelio Di Carolis, che ha posto al centro del suo intervento il valore della memoria e il significato del centenario.
Il pensiero dell’ammiraglio è andato innanzitutto ai marinai che, in ogni epoca, in pace e in guerra, hanno trovato nel mare la loro ultima dimora «nell’adempimento del proprio dovere al servizio della Patria». Un omaggio particolare è stato rivolto agli equipaggi delle unità italiane perdute nella battaglia di Capo Passero e ai marinai caduti nei conflitti del passato nelle acque della Sicilia orientale.
Quelle stesse acque che oggi rappresentano un luogo di addestramento e formazione custodiscono dunque una memoria fatta di sacrificio e di generazioni di uomini di mare. «Queste acque – ha sottolineato De Carolis – sono oggi luogo di addestramento e formazione, oltre che scenario di sviluppo marittimo per l’intera nazione».
L’ammiraglio ha quindi evidenziato la partecipazione delle istituzioni civili, religiose e militari alla celebrazione, sottolineando la «storica e solida vicinanza» della comunità locale alla Scuola di comando navale e, più in generale, alla Marina militare.
Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stato dedicato al monumento ideato da Antonello Forestiere realizzato da Alessandro Pittà e finanziato da cantiere navale, diretto da Marina Noè di cui l’artigiano è dipendente, per celebrare il centenario.
Per De Carolis si tratta di una vera e propria pietra miliare per lo sviluppo della Marina, per la divulgazione della sua storia e per la formazione dei futuri comandanti.
La struttura richiama, nella sua forma, un’ancora e un basamento che evoca i dromi nautici, elementi visibili dal mare che aiutano il navigante a individuare punti di riferimento lungo la costa e a mantenere la rotta.
Proprio questa immagine è stata indicata dall’ammiraglio come la metafora più efficace per descrivere il ruolo della Scuola di comando navale. Nel percorso professionale degli ufficiali di Stato Maggiore e degli ufficiali di vascello, la scuola rappresenta infatti un punto di riferimento fondamentale: il luogo in cui le conoscenze acquisite, l’esperienza maturata a bordo e gli insegnamenti ricevuti vengono messi alla prova e trasformati nella capacità di assumere responsabilità dirette sul comando di una nave e sul proprio equipaggio.
Il legame con Augusta non è casuale. La base navale offre caratteristiche geografiche e operative particolarmente adatte all’attività della Scuola di comando.
La complessità dello scenario marittimo augustano, caratterizzato dalla presenza di unità militari e di numerosi mezzi civili, consente ai giovani ufficiali di sviluppare e affinare le proprie capacità di manovra, accrescendo quello che l’ammiraglio ha definito il «patrimonio marinaresco».
La rada di Augusta ospita inoltre uno dei più importanti cluster marittimi nazionali, nel quale convivono e si integrano la dimensione militare, quella commerciale, industriale ed energetica, insieme alle attività delle raffinerie, dei cantieri navali e dell’imprenditoria locale.
Una realtà che conferma il ruolo strategico di Augusta, uno dei più grandi porti naturali del Mediterraneo, inserito nelle principali direttrici marittime che attraversano il bacino mediterraneo.
Il centenario diventa così non soltanto l’occasione per celebrare un importante anniversario, ma anche per riaffermare il valore della storia e delle tradizioni della Marina militare.
La Scuola di comando rappresenta, nelle parole di Di Carolis, una delle tradizioni che hanno contribuito a costruire l’identità della Forza armata. La memoria degli uomini che hanno prestato servizio ad Augusta si intreccia con quella della città, dei suoi luoghi e delle tante generazioni di militari che qui hanno vissuto momenti importanti della propria carriera.
Ricordi personali e collettivi che comprendono le attività della scuola, le navi che hanno fatto base ad Augusta, le soste operative, le manutenzioni e i momenti di vita trascorsi in città. Un patrimonio di esperienze che continua a rafforzare il legame tra Augusta e la Marina.
Dopo cento anni, dunque, la Scuola di comando navale continua a rappresentare un punto di riferimento per la formazione dei futuri comandanti e, allo stesso tempo, un elemento identitario per Augusta: una storia condivisa che dal passato conduce verso nuove sfide e verso il futuro della Marina militare.
Un secolo di storia, formazione e tradizione marinara. Augusta ha celebrato il centenario della Scuola di Comando Navale, istituita a Taranto nel 1926 e trasferita in città nel 1951.
Sulla banchina “Tullio Marcon” è stato svelato il monumento commemorativo, mentre l’Open day ha consentito al pubblico di visitare la base e alcune unità navali.
A precedere la cerimonia, nella sala cine-teatro della Marina, il convegno sulla storia e sull’evoluzione della Scuola, con gli interventi del contrammiraglio Davide Da Pozzo, comandante della Quarta Divisione Navale e direttore della Scuola, dell’avvocato Antonello Forestiere e del vicesindaco Pino Carrabino. Tra i presenti il comandante marittimo di Sicilia Lorenzano Di Renzo, il prefetto di Siracusa Chiara Armenia, il presidente del Consiglio comunale Biagio Tribulato.
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