Un’aula trasformata in tribunale, toghe improvvisate e arringhe appassionate: così l’Istituto “A. Ruiz” di Augusta ha portato in scena il “Processo a Federico II di Svevia”, un progetto didattico che ha saputo intrecciare storia, diritto e interpretazione teatrale.
L’evento si è svolto nella sala Paolo Liggeri di Palazzo San Biagio, gremita di pubblico, dove gli studenti hanno dato vita a un dibattimento intenso e documentato, trasformando lo studio del Medioevo in un’esperienza viva e partecipata.
L’iniziativa, promossa dalla Società augustana di storia patria (Sasp) presieduta da Salvatore Romano, si inserisce nel programma del “IV Festival della Storia storia augustana e non solo”.
Protagoniste del progetto le classi 3AL, 3BL e 3CL del Liceo scientifico delle scienze applicate, che hanno affrontato un articolato lavoro di ricerca e preparazione sotto la guida delle docenti Cettina Baffo, Rosaria Ferraguto e Tania Rizzotti.
Al centro del dibattimento, la figura complessa di Federico II, sovrano colto e innovatore, ma anche protagonista di aspri contrasti con il Papato e con i poteri del suo tempo.
Gli studenti hanno ricostruito i quattro capi d’imputazione mossi all’imperatore: spergiuro e mancato adempimento agli obblighi della crociata; eresia e scisma; tirannia e dispotismo; persecuzione della Chiesa.
Sul banco dei testimoni si sono alternati pontefici e cardinali, pronti a sostenere le accuse contro il sovrano svevo.
Di contro, una difesa di alto profilo, composta da giuristi e fedelissimi dell’imperatore, ha ribattuto punto su punto alle contestazioni.
Lo stesso Federico II, interpretato da uno degli studenti, ha preso la parola in un’arringa finale particolarmente intensa, conquistando l’attenzione della platea.
Pubblico ministero, avvocati difensori, giudici e testimoni hanno animato un confronto serrato, fondato su fonti storiche e documenti studiati in classe.
«L’obiettivo – ha spiegato la docente Cettina Baffo, anche a nome delle colleghe – è stato rendere la storia viva e partecipata, sviluppando capacità argomentative e spirito critico».
Il metodo laboratoriale adottato ha trasformato gli studenti in ricercatori attivi, superando la lezione frontale attraverso l’uso diretto delle fonti primarie e secondarie, il lavoro di gruppo e l’applicazione del metodo storiografico.
Presente all’evento la dirigente scolastica Maria Concetta Castorina, che ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa: «Attività come questa dimostrano come la scuola possa essere laboratorio di cittadinanza attiva, dove si impara non solo a conoscere il passato, ma a interpretarlo e viverlo pienamente».
All’incontro ha partecipato anche il vicesindaco, nonché assessore alla Pubblica istruzione, Biagio Tribulato, che ha lodato l’impegno degli studenti e la sinergia tra scuola e associazioni culturali.
Il presidente della Sasp, ha ribadito come la collaborazione tra realtà associative e istituti scolastici rappresenti una carta vincente per la valorizzazione del patrimonio storico locale, mentre Carmela Mendola, socia fondatrice e segretaria dell’associazione, ha ricordato che la storia del territorio non è “storia minore”, ma parte integrante della grande narrazione storica.
L’esperienza si è conclusa con la “sentenza” pronunciata dalla giuria studentesca, tra applausi e soddisfazione generale.
Il copione elaborato dagli studenti sarà consegnato alla Società augustana di storia patria e pubblicato nel bollettino numero 12 dell’associazione, a testimonianza di un progetto che ha saputo coniugare studio e creatività, trasformando una lezione di storia in un evento coinvolgente e partecipato.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle collaborazioni culturali tra la Sasp e gli istituti scolastici di Augusta, con l’obiettivo di promuovere una didattica innovativa capace di unire conoscenza, senso civico e consapevolezza delle proprie radici storiche.
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