La Camera del Lavoro Cgil di Augusta si schiera contro l’ipotesi di estendere la Zona Economica Speciale (Zes) Unica all’intero territorio nazionale.
Una prospettiva che, secondo il sindacato, rischierebbe di compromettere la finalità stessa dello strumento, concepito per ridurre il divario economico tra Nord e Sud e sostenere la crescita delle aree meridionali.
A ribadire la posizione dell’organizzazione è la segretaria della Cgil di Augusta, Lorena Crisci, che interviene nel dibattito seguito alle dichiarazioni del direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, il quale ha definito un «grave errore strategico» l’eventuale allargamento della Zes ad alcune regioni settentrionali.
Per la Camera del Lavoro, una simile scelta finirebbe per depotenziare un importante strumento di riequilibrio territoriale senza offrire garanzie concrete in termini di riduzione delle disuguaglianze, crescita occupazionale o sviluppo economico duraturo.
Nell’analisi del sindacato assume un ruolo centrale il porto di Augusta, considerato una delle principali infrastrutture strategiche del Mezzogiorno e dell’intero bacino del Mediterraneo.
Per valorizzarne le potenzialità, la Cgil indica come priorità un piano di investimenti che interessi i collegamenti ferroviari e logistici, la digitalizzazione, la riconversione industriale e i comparti legati alle energie rinnovabili, all’idrogeno e all’economia del mare.
Secondo la segretaria Crisci, gli incentivi fiscali previsti dalla Zes, se non accompagnati da una vera politica industriale, non sono sufficienti a produrre effetti strutturali. Per trasformarsi in un’opportunità di sviluppo dovranno tradursi in investimenti produttivi, innovazione tecnologica e occupazione di qualità.
La Cgil evidenzia inoltre la necessità di puntare su lavoro stabile, piena applicazione dei contratti collettivi, sicurezza nei luoghi di lavoro, formazione continua e salari adeguati, con un coinvolgimento costante delle parti sociali nelle scelte strategiche per il territorio.
Tra gli obiettivi indicati dal sindacato figura anche il contrasto allo spopolamento e alla fuga dei giovani, attraverso il sostegno alla ricerca, all’innovazione e all’occupazione qualificata.
In questo quadro viene inserita anche la transizione energetica del polo industriale Augusta-Priolo-Melilli, che, secondo la Cgil, dovrà essere accompagnata dalla tutela dei livelli occupazionali e dalla creazione di nuove opportunità nei settori dell’energia pulita, della logistica e dell’economia circolare.
Permangono infine le riserve sul cosiddetto “modello Sicilia” e sui decreti attuativi della Zes Unica.
Per la Camera del Lavoro le garanzie attualmente previste non appaiono ancora sufficienti ad assicurare che gli incentivi si traducano realmente in nuovi investimenti, sviluppo produttivo e occupazione stabile.
La posizione del sindacato è netta: la Zes potrà diventare un reale volano di crescita solo se saprà coniugare competitività, sostenibilità ambientale, tutela dei diritti dei lavoratori e giustizia sociale, facendo del porto di Augusta uno dei principali motori dello sviluppo economico della Sicilia.
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