Si è spento Arturo Troia, già segretario generale della Feneal-Uil e figura di spicco della Cgil.
Lo ricorda il segretario generale della Cgil di Siracusa, Franco Nardi che lo conobbe per la prima volta a metà degli anni Novanta, quando era segretario generale della Fillea-Cgil mentre Troia ricopriva il ruolo di segretario generale della Feneal-Uil.
“Quello che inizialmente era un normale rapporto sindacale divenne presto, anche per merito suo, un solido e proficuo rapporto unitario nel settore delle costruzioni, tra le categorie dell’industria di Cgil, Cisl e Uil di quegli anni. Un rapporto fondato sulla correttezza, sulla lealtà e sul reciproco rispetto, come possono testimoniare il segretario generale della Filca-Cisl di allora, Sebastiano Accolla, e tanti lavoratori che vissero direttamente quella stagione. – ricorda Nardi
Quell’unità e quella capacità di lavorare insieme furono particolarmente importanti per affrontare e superare uno dei periodi più difficili per il settore delle costruzioni, segnato dalle drammatiche conseguenze della vicenda di Tangentopoli, che ebbe ripercussioni devastanti sull’occupazione degli edili”.
Prezioso anche il suo contributo nella complessa vertenza sull’amianto, che li vide impegnati fino alla costituzione del sindacato come parte civile nel relativo processo.
“La sua esperienza alla guida della Feneal-Uil si concluse con il pensionamento e così si iscrisse allo Spi-Cgil e, all’interno della Cgil di Siracusa, contribuì in maniera determinante a ricostruire e rilanciare l’ufficio contratti e vertenze, “che avrebbe diretto per diversi anni con grande competenza, efficacia e spirito di servizio, ricevendo i meritati riconoscimenti anche a livello regionale dalla nostra organizzazione- prosegue Nardi
È stato un onore e un privilegio averlo conosciuto. La nostra esperienza mi ha permesso di apprezzarne, oltre alle indiscutibili qualità sindacali e politiche, soprattutto le straordinarie qualità umane: la generosità, l’onestà, il garbo, la disponibilità e un’eleganza nei rapporti con gli altri non comuni.
Nel momento del commiato, voglio ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto, per il lavoro condiviso e anche per gli insegnamenti che, attraverso il suo esempio, ha saputo trasmettere. Credo che la sua figura possa rappresentare ancora oggi un importante esempio per le giovani generazioni, dentro e fuori il mondo del sindacato.
Conserverò di Arturo un ricordo sincero e affettuoso, legato a una stagione importante della nostra storia sindacale e rivolgo un abbraccio con le mie più sentite condoglianze ai figli Angelo, Francesco e Valentina, e a tutta la famiglia”.
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